8 Febbraio 2010
Anais Letto: 1081 volte
Mi disse lui una sera .Ti metti sdraiata a pancia in giù,ti metto le manette ai polsi ..e ti chiudo la bocca con una mano,con l’altra ti tormento di carezze.
Le mie mani sono sui tuoi seni,protesi verso me..in attesa di essere tormentati.
Spingo di più la mano sulla tua bocca e ti pizzico i seni fino a farli diventare di un rosso acceso.Tu vorresti urlare,ma non puoi.
Poi scendo,scendo quasi solleticandoti e le mie dita scoprono la tua voglia per me. Prosegui la lettura…
Il giorno dopo mi svegliai ancora legato alla sedia e dopo vari tentativi di liberarmi durati diverse ore riuscì a slegarmi.
Ma una volta libero non sapevo cosa fare mi risuonavano nella mente le parole di Angela la nostra aguzzina “se farai il bravo e non chiami la polizia ………te la riporterò prima della fine delle vostre vacanze sempre che tu la voglia ancora nelle condizioni in cui sarà……..ma se fai il furbo e chiami
gli sbirri non la rivedrai mai più”. Prosegui la lettura…
Tutto iniziò alcuni anni fa, quando io e la mia ragazza (ora mia moglie) decidemmo di andare a convivere, ma lasciate che mi presenti io mi chiamo Gianni faccio il commerciante in una piccola cittadina nella provincia milanese all’epoca dei fatti avevo circa 30anni. La mia ragazza si chiama Cristina e all’epoca aveva 28 anni e fa la maestra nella stessa città , Cristina è proprio una bella donna ,non è molto alta è a malapena 1,60 ma ha un corpo stupendo, un culetto tondo e sodo Prosegui la lettura…
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