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Lei è anche un lui (Epilogo)



28 Giugno 2009 Liana    Letto: 87526 volte Lascia un commento Vai ai commenti

Autrice: LianaLeggi altri racconti di questa autrice

Lei è anche un lui Epilogo  Racconto erotico transessuake

I giorni trascorrono veloci. La mia pancia incomincia ad ingrossarsi. La fattoria si è arricchita di due nuovi elementi. Sono il ragazzo e la ragazza dell’albergo di Parigi. Di loro parlerò un’altra volta. La felicità regna nella mia casa. Michelle è la più felice. Oltre me ha trovato una donna ed un uomo che l’amano per quella che è: un’ermafrodita.
Un essere che riesce a dare piacere alle donne chiavandole ed agli uomini facendosi montare. L’altra donna colma di felicità è Janine. La ginecologa ha realizzato il suo desiderio di avere il figlio nel proprio letto. Al mattino si reca in città per esercitare la sua professione di ginecologa e alla sera, quando rientra, anche se stanca non rinuncia alla sua sana razione di sesso. Pierre: anche lui è contento. È riuscito a realizzare il suo più ambito desiderio: chiavare sua madre. Nella fattoria ha trovato la sua occupazione. Si dedica alla cura dei cavalli. È diventato bravo. Michelle, quando Pierre è alle stalle, lo va a trovare sempre. E questo capita almeno due volte a settimana. La notte Pierre la trascorre nel letto di sua madre. Un mattino vado alle stalle a fare un controllo insieme a Pierre. Per puro caso ci troviamo davanti allo stesso box dove mi feci chiavare da lui. Da allora non c’è più stato niente fra noi. “Ti ricordi?” “Non l’ò mai scordato. Mi piacerebbe rinfrescare la memoria.” “Anche a me. Ma devi pensare a tua madre ed a Michelle. So che viene a trovarti. Come vanno le cose con lei?” “Premetto che non viene a trovare solo me. Spesso la trovo nel letto di mia madre. Ti confesso che sono un po’ geloso. Non so di quale delle due. Le amo entrambe. Una volta mi dicesti che devono fare come se fossero marito e moglie per portare a termine una ricerca. Potresti dirmi di che si tratta?” “Certo. Prima rispondi a questa domanda. Quando chiavi tua madre usi il preservativo?” “E’ mia madre che lo pretende. Dice che farsi ingravidare dal proprio figlio non è auspicabile. Non riesco a capire perché non prende la pillola invece di farmi usare quel dannato coso.” “Hai ragione. Abbi pazienza. Quando verrà il momento sarà tua madre stessa a farsi riempire la sua vagina del tuo sperma. Ancora una domanda. Se tua madre fosse pregna continueresti ad amarla?” “Margot, mi stai dicendo che mia madre ha un amante e che si è fatta ingravidare?” “Rispondi alla mia domanda.” “Non lo so. Non riesco nemmeno ad immaginarla stretta fra le braccia di un altro uomo che non sia io.” “Eppure c’è un altro uomo, oltre te, che la chiava e tu lo conosci molto bene.” “Non credo proprio.” “Lo conosci di sicuro. In questo momento è nei campi a controllare l’andamento del lavoro ed è anche la tua amante.” “No! Michelle? Questa è la ricerca? Mia madre si sta facendo chiavare dall’ermafrodita per restare incinta?” “Guarda che anche tu stai contribuendo a che il progetto si realizzi.” “Cosa stai tentando di dirmi?” “E’ vero che tu chiavi Michelle senza far uso del preservativo? È vero che tu scarichi dentro di lei il tuo liquido seminale?” “Vuoi dire che Michelle potrebbe generare un figlio mio?” “Pierre, quando ho conosciuto Michelle ho anche realizzato un sogno. Avere una persona che mi amasse e non che mi volesse solamente scopare. Non la lasciai scappare. Venimmo in questa casa lo stesso giorno che ci conoscemmo. Ci amammo. Poi fantasticammo. Dissi a Michelle che mi sarebbe piaciuto avere un figlio suo. Non sapevamo se poteva procreare e come donna e come uomo. Io ero già incinta ma non di Michelle. Andammo da tua madre ed esponemmo il nostro problema. In quella stessa giornata esplose l’amore di Janine per Michelle. Tua madre non voleva che quell’incontro restasse isolato manifestò la sua propensione a farsi ingravidare. Vi siete trasferiti in questa casa. Qui tu hai incontrato Michelle e l’hai presa, cosi come fece tua madre, il primo giorno che la conoscesti. Quella sera, mentre tu andavi a realizzare il tuo sogno di chiavare tua madre, con il mio amore discussi dell’opportunità capitata. Tu sei piaciuto a me ed a lei. Nello stesso giorno, in questo stesso posto, mi hai chiavato e subito dopo, in cucina, hai riempito la vagina di Michelle del tuo liquido seminale. Quale migliore occasione di allargare la ricerca. Da quella prima volta in cucina lei viene, puntualmente, a cercarti nella stalla dove consumate i vostri amplessi.” “Non sono altro che uno strumento nelle vostre mani.” “No. Sei l’uomo che Michelle ama perché l’hai accettata per quella che è. Sei l’uomo che Michelle ama perché saresti, non lo sappiamo ancora, il padre del suo bambino. Un ultimo no è che anche se non riuscirai ad inseminarla resterai sempre e comunque il nostro uomo. Di Michelle, di tua madre e mio.” “Tu non sei gelosa?” “Certo che lo sono. Ma faccio prevalere la ragione e non il sentimento. Tra un mese o due sapremo se il sogno si realizza. Fino ad allora, tu continuerai a scaricare il tuo liquido seminale nella vagina di Michelle mentre lei, a sua volta lo scaricherà in quella di tua madre.” “Margot, mi hai convinto. Da oggi e fino a quel giorno mi asterrò di entrare nel letto di Janine. Però mi piacerebbe avere un incontro a tre: io, mia madre e Michelle.” “Questa è una cosa che faremo subito. La variante è che al posto di tua madre ci sarò io. Corri. Vai a chiamare Michelle. Io preparo il giaciglio.” Pierre si precipita. Far partecipare Pierre ai nostri giochi. Ricordo che Michelle mi parlò della sensazione che provava quando mi prendeva da dietro. Mi disse che abbandonarsi sulla mia schiena, schiacciare le sue tette contro il mio corpo tenendosi ben salda con le mani ancorate alle mie mammelle mentre mi penetrava era qualcosa di sublime ed aggiunse che le sarebbe piaciuto che un uomo, nello stesso momento, la chiavasse standole dietro. L’uomo c’è ed è Pierre. Dopo un dieci minuti sopraggiungono gli altri due protagonisti. Sono già tutta un lago. Prevedo che questa sarà una lunga giornata di lavoro. Li faccio entrare nel box. Appena entrata mi spoglio. Sono nuda. Pierre è dietro di me. Anche lui è nudo. Passa le braccia intorno al mio torace e con le mani mi afferra le tette. Mi chino in avanti e poggio le mani contro la parete in fondo al box. Il mio bacino entra in contatto con la sua asta che è bella dura. Con pochi e rapidi movimenti riesce a trovare la strada della fregna. Lo sento spingere. Il glande entra in contatto con le grandi labbra. Con prepotenza mi penetra. Giro la testa per guardarlo in faccia e vedo che sulla soglia del box c’è Michelle, anche lei nuda, che ci guarda. Ha una mano sul suo pene e lo sta menando. L’altra mano sta carezzando le sue tette e con le dita si pizzica i capezzoli. Pierre con il suo gladio mena dei violenti fendenti. Le sue dita mi stanno torturando i capezzoli. Il randello mi sta sconquassando tutta. Lancio un urlo e raggiungo il primo orgasmo. Michelle si avvicina. Passa sotto un mio braccio e si mette davanti a me. Mi bacia sulle labbra. La sua lingua si insinua fra le labbra. Mi penetra la bocca. incontra la mia lingua e gioca con essa. Stacco la bocca dalla sua e scendo, con la testa, sul suo seno. Lo bacio. Lo lecco. Con i denti afferro i capezzoli e li mordo. Li titillo con la lingua. Succhio prima una tetta e poi l’altra. Lei spinge in avanti il pube. Avverto il suo fallo contro la pancia. È duro. Mi chino in avanti. Il suo cazzo e alla portata della mia bocca. Il glande luccica sotto i miei occhi. Poggio le labbra sopra quello splendore. Apro la bocca e faccio si che entri. Appena dentro lo avviluppo con la lingua strappandogli mugolii di piacere. La lingua scorre veloce sulla sua superficie. Incomincio a succhiarlo dando corpo e vita al pompino. Michelle guaisce. Pierre, con maestria, sta stantuffando il suo pistone nel mio cilindro sempre più velocemente. Ad ogni spinta le mie mammelle sobbalzano. Gli orgasmi si susseguono. Di colpo godiamo all’unisono. I fiotti caldi di sperma che fuoriescono dal cazzo di Pierre inondano la mia vagina mentre la mia bocca, meglio dire la mia gola, viene invasa dal dolce nettare che Michelle, attraverso il suo fallo, ha cura di farmene dono. È stato un meraviglioso amplesso. Ci stendiamo sul giaciglio di paglia. Pierre è al centro ed io e Michelle ai suoi lati. “Porcellini, non dimenticate che ci sono anch’io. Margot, girati. Mi giro. Raccolgo le gambe e mi metto carponi. Michelle è dietro di me. Percorre la mia schiena leccandola e baciandola. Giunge alle natiche, le dilata e affonda il suo viso tra esse. Lecca lo sfintere e fa vibrare la lingua sul buchino. Mugolo. Vedo Pierre che ci guarda con occhi appannati dal desiderio. Con una mano si mena il cazzo. Michelle smette di leccarmi e si china sul mio dorso. Passa le braccia intorno al mio torace e afferra le mie lune. Le strizza. Avverto la spinta dell’alieno contro l’ingresso della mia vagina. Lentamente ne varca la soglia. Si fa largo verso l’interno con piccole ma ben assestate spinte. Gli vado incontro spingendo il mio deretano all’indietro. Entra. Gli do il benvenuto circondandolo con i muscoli vaginali. Guaisce. “Ti prego, Pierre, montami.” Pierre, si precipita dietro a Michelle. Si china sulla sua schiena e appoggia le mani sui fianchi dell’ermafrodita. Il suo fallo e tra le natiche di Michelle. Il glande è contro lo sfintere. “Stronzo, quello è il culo. Questo non è il momento. Dirottalo un poco più sotto.” Pierre si aiuta con le mani. Trova la strada ed affonda la sua spada dentro la guaina di Michelle. Il treno è completo. Io sono la locomotiva; Michelle è il vagone con il carbone che alimenta la mia caldaia; Pierre è il locomotore di spinta. Viaggiamo all’unisono. Le spinte assumono un ritmo regolare. Quando Michelle si ritrae Pierre fa altrettanto. Di colpo Pierre aumenta la velocità. Il poverino sta per godere. “Oh! Sììì! Godo. Vengo.” Eiacula abbondanti fiotti di sperma nella vagina di Michelle. La riempie. Michelle emette un nitrito e viene. Sento il suo caldo sperma invadermi la vagina. Restiamo avvinghiati in quella posizione per alcuni minuti. È Michelle la prima a riprendersi. “Finalmente! Un altro sogno si è realizzato. Ti ho presa mentre un uomo mi cavalca. È stato bello.” Anche per me è stato favoloso. Ho fantasticato che erano in due a prendermi. Sono esausta. Mi ci vuole un poco di riposo. Mi giro su di un lato e mi addormento. Nelle nebbie del sonno una dolce sensazione pervade il mio corpo. Una lingua sta rovistando la mia passera. Mi sveglio. Apro gli occhi. E vedo la testa di Pierre affondata tra le mie gambe. Faccio scorrere lo sguardo sul suo atletico corpo e vedo Michelle che sta “ciucciando” il cazzo di Pierre. Giro la testa e, davanti alla mia bocca, vedo vibrare il lucido glande del fallo di Michelle e la sua gocciolante vagina. Apro la bocca e lo aggancio con le labbra chiudendole intorno alla circonferenza del poderoso muscolo cavernoso. Do inizio al pompino. Stacco una mano dal mio corpo e la porto sulla vagina di Michelle. Con le dita la penetro e la chiavo. I nostri movimenti sono coordinati. Riusciamo a procurarci piacere contemporaneamente. Io godo nella bocca di Pierre che a sua volta eiacula nella bocca di Michelle. Quella che è più contenta sono io perché ricevo in gola il caldo miele che scaturisce dal pene di Michelle e poi lecco la pappa reale che cola dalla sua vagina. Altri giorni di sani bagordi si susseguono. Per soddisfare il nostro sfrenato piacere facciamo navigare la fantasia. Come la volta in cui Michelle si impala sul cazzo di Pierre dandogli le spalle ed io mi impalo sul suo cazzo standogli seduta sulle gambe. Lei sta in mezzo ed io mi sollazzo a succhiargli le tette che mi vengono offerte dalle mani di Pierre. Poi gli incontri a tre si spostano nella camera da letto di Janine la quale mi sostituisce nelle rappresentazioni triangolari. Sono nel terzo mese di gravidanza. Le mie mammelle si stanno ingrossando. La pancia denuncia il mio stato di donna pregna. In una splendida giornata di sole l’agognata notizia mi viene comunicata. Sono seduta in poltrona. Di colpo sento due mani intrufolarsi nella scollatura della camicia. Strisciando come due serpenti si ancorano alle mie tette. Alzo la testa è Michelle. Mi guarda. I suoi occhi sono pieni di lacrime di gioia. China la testa verso la mia. Porta le sue labbra sulle mie. Mi da un bacio delicato e carico d’amore. “È accaduto.” “Cosa?” “Margot. Mio grande amore. Sono incinta.” Non riesco più a parlare. È tale la forza dell’annuncio che non riesco nemmeno a muovermi. “Come fai a dirlo?” “Sono un pò di giorni che le mie “cose” non vengono. L’ho detto a Janine la quale mi ha visitata. Ha trovato l’utero ingrossato. Mi ha fatto il testo di gravidanza ed il risultato è stato positivo. Non contenta, per essere sicura, ha ripetuto il test. Risultato: sono pregna. C’è anche un’altra notizia che ti renderà ancora più felice. Anche Janine è gravida. È stata in città da una sua collega la quale ha confermato i suoi sospetti.” Il mio cuore batte forte. Michelle toglie le mani dalla mie tette e si porta sul davanti. Si siede a terra e poggia la sua testa sulle mie cosce. “Margot, capisci? Io e Janine siamo incinte. Questo vuol dire che sono in grado di generare bambini sia come donna che come uomo.” Dio, come sono contenta. La mia Michelle può procreare. Potrò avere figli da lei. Sarà il padre dei miei bambini. Diventerà mio “marito”.
Arriva il tempo del parto. Dò alla luce una bambina che chiamo Julianne. Dopo tre mesi Michelle partorisce. Nasce Nicole. Il padre è Pierre. A distanza di pochi giorni è il turno di Janine. Da alla luce un bambino che chiama Peter. Il padre è l’uomo che alberga in Michelle. La nostra casa è un subbuglio. La più contenta è Michelle. Le sue paure sono scomparse. Concordiamo che i neonati, quando una di noi tre è assente, succhieranno il latte dalle mammelle delle altre presenti. Non è raro vedere due pargoli aggrappati alle mie mammelle o a quelle di Michelle o a quelle di Janine. Pierre ritorna bambino. Anche lui vuole essere allattato. Non ha che l’imbarazzo della scelta. Ha a disposizione una casa dove stazionano tre splendide puerpere: io, Michelle e Janine con le tette colme di latte. Per non dispacerci succhia il latte da tutte noi. La madre è la sua preferita. Dopo il parto Janine accoglie suo figlio stabilmente nel suo letto. Come avevo previsto, quando lo cavalca non gli permette più di coprire il fallo con il preservativo. Le piace sentire lo sperma del figlio riempirle la vagina. L’ermafrodita dedica le sue attenzioni unicamente al mio corpo. Mi ama. Vuole ingravidarmi. Ci riesce. Dopo un anno le partorisco una stupenda bambina.

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