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La cognata repressa



10 Gennaio 2010 Bluette    Letto: 13906 volte Lascia un commento Vai ai commenti

uomo in asciugamanoMia cognata è sempre stata una bacchettona molto severa nell’educazione dei figli, tanto che è lei a tenere le redini della casa e mio fratello né è succube.
Mi dispiaceva molto per i suoi figli , in particolare per Claudia, ragazza bella come tutte le ragazze di oggi, che nonostante i suoi quindici anni compiuti, doveva sottostare alle regole di casa.
Io come zia raccoglievo sempre le sue confessioni e cercavo di darle qualche consiglio.
Al compimento dei sedici , le regalai un paio di stivali che desiderava tanto e le aggiunsi io una minigonna ed una maglietta , che come mi aveva consigliato il commesso erano molto in voga tra le ragazze di quell’età.
La sera della festa Claudia non finiva di ringraziarmi e andò subito ad indossarla ed era bellissima.
Tra i complimenti della amiche e anche a me per aver azzeccato il regalo, non sono passati inosservati gli sguardi di disapprovazione della madre.
Qualche giorno più tardi avevo appena finito di fare l’amore con Riccardo, ragazzo dolcissimo e mio partner di quel periodo, quando sento suonare con insistenza il citofono.
Pensando ad una cosa grave andai ad rispondere ed era mia cognata che mi doveva parlare.
Mi rivestii in fretta e aprii molto gentilmente, ma lei era incazzata nera.
Lei entrò e non mi lasciò nemmeno il tempo di vestirmi di più che si sedette su una poltrona del divano e comincio un antifona sul regalo della figlia.
I toni si stavano accendendo, quando Riccardo arrivo in salotto a torso nudo ed in boxer neri attillati da cui si poteva vedere il pacco enorme che aveva.
Mia cognata vedendo quel pacco divento rossa perse il filo del discorso e comincio a balbettare.
“Faccio una doccia. – disse Riccardo – poi mi farai conoscere questa bella signora”
E cosi’ ando verso il bagno lascio la porta aperta e comincio a canticchiare sotto la doccia.
Ebbi cosi il tempo di rispondere alla sua tiritera, ma mia cognata era turbata e forse per questo mi interruppe e cominciò ad alzare la voce accusandomi di voler portare la figlia su una brutta strada.
Mentre anch’io mi stavo incazzando, vidi Riccardo uscire dal bagno con solo in vita un asciugamano blu e canticchiando si sedette sul divano davanti a mia cognata.
Ovviamente l’asciugamano era l’unico indumento che aveva e da come era messo mia cognata poteva vedergli tranquillamente gli attributi.
Infatti divenne sempre più rossa e perse il filo del discorso cosi i toni tornarono pacati.
“Cosi questa bella signora è Lucia tua cognata,” disse Riccardo guardandomi.
Lucia sarebbe stata una donna carina se curasse di più il suo aspetto, ed il suo sguardo era sempre rivolto alle intimità dell’uomo.
Riccardo cominciò ad accarezzarmi una gamba e vedendo mia cognata immobile continuò toccandomi la passera ed infilando una mano dentro le mutandine.
Lucia guardava come fosse paralizzata ed allora con una mossa veloce aprii l’asciugamano ed il cazzo di Riccardo comparve in tutto il suo splendore. Cominciai a massaggiarlo con una mano e Lucia spalancò gli occhi e capi’ che non aveva visto altro cazzo che quello di mio fratello.
Mi venne spontaneo fargli un pompino e Riccardo gradi molto l’iniziativa.
“Marisa – disse – forse Lucia vuole approfittare.”
E cosi si alzò verso Lucia che non sapeva cosa fare.
Nel frattempo io mi misi davanti ai due e mi tolsi maglietta e mutandine restando nuda e mentre Riccardo gli avvicinava il cazzo alla bocca, io gli aprii le gambe delicatamente salii fino alle mutandine e gliele abbassai. Erano fradice. Lo dissi a Riccardo che nel frattempo si faceva baciare il cazzo in maniera molto inesperta da Lucia.
“Apri un po’ la bocca “ dissi a Lucia. “Ci pensa lui a tutto” .
E così Riccardo con delicatezza cominciò ad infilarglielo in bocca mentre io le avevo alzato la gonna e cominciavo a masturbare quella passera pelosa che aveva in mezzo alle gambe.
Le apri anche la camicetta ed uscirono due tette bianchissime con due capezzoli molto grandi e rosei che cominciai a toccare.
Una mano le toccavo le tette e con l’altra la masturbavo penetrandola con alcune dita.
Sentivo che godeva e quando Riccardo si stacco da Lei sembrava quasi dispiaciuta.
Riccardo fini di spogliarla e quando fu nuda fu lui a baciarla ovunque, ed ovviamente arrivo sulla fica e comincio a leccarla con gusto. Lei si agitava e godeva, io le accarezzavo i seni e la baciai sulla bocca. Le nostre lingue giocavano nelle nostre bocche e sembrava che lei non volesse altro.
Si staccò e disse “Stò venendo ohh se stò venendo”
Riccardo allora mi prese e mi stese sul pavimento e comincio a penetrarmi .
Lucia si stava riprendendo e la chiamò. “Inginocchiati sopra il viso di Marisa che te la lecca”
Lei lo fece e cominciai a leccargliela. Era bagnatissima ed il clitoride sembrava di marmo. Gli avevo dato solo poche leccate che era venuta la seconda volta e cosi facendo si era messa alla pecorina. Riccardo mi lascio io scivolai in avanti e ci preparammo per un fantastico sessantanove.
Non servi nessuna istruzione. Lei mi prese per le natiche e cominciò a leccare con forza come se non avesse aspettato altro.
Si fermo solo quando Riccardo ed il suo enorme cazzone cominciò a chiavarla e lei comincio a godere ed a dire tutta una serie di volgarità che teneva dentro da sempre.
Venne per la terza volta e quando mi lascio vidi che Riccardo non solo l’aveva scopata per bene ma era riuscito a metterle tre dita nel culo, e cosi dilatato gli infilò la cappella del suo uccello.
Lei senti male io Le consigliai di spingere come se dovesse andare di corpo e dopo un paio di spinte vidi l’uccello di Riccardo scomparire nel culo vergine di quella troia , e comincio a scoparla.
Rifeci leccare la passera mia cognata ma questa volta troppo presa dalle inculate di Riccardo non riusciì a farmi godere allora mi misi davanti a lei e mi masturbavo.
L’inculatore tolse il cazzo dal culo quanto Lucia disse di sentire troppo male e dopo averselo pulito con una salvietta si avvicino a me per venirmi in bocca. Lucia venne vicino e entrambe lo leccavamo, e quando venne ci dividemmo la sua sborra.
Io non ero venuta ma mi andava bene cosi. Lucia sembrava senza forze e Riccardo mi disse “ Vedi Marisa, sotto la cenere cova sempre il fuoco”.
Ci rivestimmo ed invitai Lucia per un pomeriggio e lei accetto.
Lentamente mia cognata si sciolse e diventò un po’ più umana. Claudia mi chiedeva sempre il motivo del suo cambiamento e mi sarebbe piaciuto raccontarglielo, ma forse era il motivo più vecchio del mondo.

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