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Sesso nero (seconda parte)



18 Luglio 2010 Milly    Letto: 10775 volte Lascia un commento Vai ai commenti

Sono quasi le 13 quando Sergio rientra. Sono ancora tutta scombussolata. Ho solamente una camicia poggiata sul petto, per il resto sono completamente nuda. Non riesco a capacitarmi come ho potuto comportarmi in modo tanto sfacciato pur sapendo di essere osservata da due sconosciuti. Distesa sul lettino prendisole, ricordando quanto “depravatamente” fatto, mi sovviene un’eccitazione che fa emettere continuamente i miei abbondanti umori femminei. Le cosce bagnate, non solo di sudore, mi fanno intuire che tutto mi è intensamente piaciuto ed avrei voluto fare ancora di più! Molto di più! Ma cosa?
In questi pensieri mi trova Sergio. É allegro in quanto la pesca era andata bene ed il suo paniere è pieno di bei pesciolini che non aspettano altro che essere cucinati e mangiati.
Nota il mio stato, mi osserva attentamente e dopo qualche secondo si piega su di me, mi scocca un bacio sulla bocca e mi chiede: dai! Dimmi quello che ti è successo!
Mi alzo. La camicia cade a terra e rimango tutta nuda. Lui mi osserva e dice: da quello che vedo, se è vero che ti conosco, ho l’impressione che tu l’abbia combinata bella!
Lo prendo per mano e lentamente lo invito ad entrare. Poi lo guardo e dico: mentre tu cucini io ti racconto tutto. Per raccontare tutto quello che avevo fatto nella mattinata non basta il tempo di cottura dei pesci ma devo continuare pure mentre siamo a tavola e stiamo mangiando. Mangiare e raccontargli le “porcellate” fatte nella mattinata mi eccita.
Lui mi ascolta attentamente e quando finisco, come a leggermi i pensieri, dice: cosa pensi di potere combinare ancora? Rispondo: ancora non lo so ma non ti nascondo che un pensierino di farmelo ce l’ho. Sappi! che quello che ho visto è un signor cazzo! Un cazzo veramente maestoso! Un cazzo che desidererei tanto potere ospitare nella mia figa!
Mi guarda e noto un sorriso sornione sul suo viso. Perché ridi gli chiedo? Perché devi decidere come dirgli che vuoi essere scopata da lui! È la sua secca e realistica risposta. Poi mescendo del vino mi invita a brindare: a che i tuoi desideri si realizzino nel migliore dei modi.
Sergio è favoloso anche per questo. Poi come distratto mi chiede: ma la compagna come è? Una gran femmina da scopare! è la mia sibillina risposta.
Chiaramente quanto appreso l’ha eccitato e non poco. Posso vedere il suo membro teso attraverso la leggera stoffa dei pantaloncini molto tesa in quel punto.
Terminato il pranzo avvolgo ai fianchi un velatissimo pareo a fiori e mi distendo sul lettino nel terrazzino con le tette nude. Lui mi raggiunge e si sdraia nell’altro lettino avvolgendosi alla vita un mio pareo per nascondere le nudità.
Il sole filtra attraverso la tettoia di canne rendendo l’atmosfera più intima e riservata. Sarà il silenzio, sarà la stanchezza per essersi alzato all’alba, Sergio si addormenta quasi subito. Pure io, nella visione immaginaria di essere posseduta contemporaneamente davanti dal vicino e da dietro da Sergio, vengo presa dal sonno.
Non so quanto tempo è trascorso ma un fruscio dietro la siepe mi fa intuire che pure i vicini sono nel terrazzino. Stanno parlando in francese. Riesco solamente a capire le parole che dice la donna: chiedi loro una busta di the.
Assorta nuovamente nell’immaginazione della doppia penetrazione, vengo distolta dai miei pensieri dal cigolio del piccolo cancello che si apre. Mi giro verso i gradini e vedo lui, il vicino, che sale lentamente i 4 gradini. Mi sorride e a bassa voce dice: scusate se vi disturbo ma Pat desidera una tazza di the e a noi è terminato. Sergio si sveglia e lo guarda con un’espressione di meraviglia. Tutto si sarebbe aspettato tranne di vedere l’uomo, del quale le avevo decantato il sesso, davanti a lui con un boxer che gli nasconde a stento il grosso affare. Ma come sempre prontissimo nelle reazioni. Si alza porge la mano a quello e si presenta: Sergio. L’altro preso alla sprovvista balbetta scusi: Roger … e … Pat è mia moglie”. Manco solo io all’appello: Milly dico in modo civettuolo e con un largo e sincero sorriso.
È Sergio che rivolto a Roger dice: la bustina di the Milly te la dà ma dì a Pat di venire qua e prendiamo insieme un buon caffè.
Solamente ora mi accorgo di avere le tette di fuori ma a questo punto faccio finta di niente. Mi alzo, vado in cucina, sistemo il pareo in modo che mi copra, ma non troppo, le tette e ritorno con in mano un pacchetto con delle bustine di the.
Non so quello che Roger abbia detto a Pat, nei pochi istanti che sono stata dentro ma la sento dall’altro lato della siepe che dice: arrivo subito.
Indossa un largo camicione bianco, alquanto trasparente, trattenuto alle spalle da due sottile bretelle. Il suo bellissimo nero corpo, sodo e sinuoso, è ben visibile attraverso la trasparenza della stoffa. Si notano i capezzoli duri e grossi, lo spacco tra le natiche e le possenti cosce con alla confluenza il vasto pube.
Dopo avere salutato compitamente entra dentro con me e mi fa compagnia mentre preparo il caffè.
Mi dice: veniamo dalla bassa Savoia e parlo decentemente l’italiano in quanto nell’azienda dove lavoro ci sono moltissimi italiani. Pure Roger parla bene la vostra lingua perché ha studiato per alcuni anni a Perugia.
Sentiamo i due maschietti che parlano tra loro ma non si riusciamo a capire quello che dicono. Pat avvicinandosi mi sussurra: stamattina sei stata fantastica. Sei molto bella e ti fai desiderare. Il rumore del caffè che esce mi blocca la risposta ma le sue parole mi provocano un brivido di piacere. Metto in un vassoio caffettiera e tazzine ed insieme rientriamo nel terrazzino. Il buon profumo, d’aroma di caffè, pervade l’aria che ci circonda.
Lo verso nelle tazzine e lo porgo a Roger e Pat. Sergio si serva da solo. Vedo, con piacere, che pure loro lo gustano e mi fanno i complimenti.
Osservo Pat ed ho la sensazione che il camicione le stia scivolando dalle spalle. Le bretelle le sono cadute sui gomiti e si vedono chiaramente le robuste e turgide mammelle. Si piega in avanti. Il movimento completa l’opera e le sue tette per un attimo sono esposte alla curiosità di chi la guarda. Piegandosi in avanti, incurante degli sguardi, solleva i lembi del camicione e lo ripiega in alto sulle cosce. La pelle delle gambe lunghe e ben tornite, di un bellissimo color mogano, è lucida e liscia ed ella mostra tutto con disinvoltura.
Vedo Sergio che se la mangia con gli occhi e sento che bisogna fare qualcosa per rompere la situazione di stallo che si è venuta a creare.
E … la situazione si rompe casualmente. Nel raccogliere le tazzine e caffettiera per portarle in cucina, Pat si alza per aiutarmi, appena messasi dritta il camicione le scivola lungo il corpo e si adagia ai suoi piedi lasciandola completamente nuda.
Il sospiro di Sergio dà il segno della sua eccitazione. Pat non si scompone. Si abbassa, prende l’indumento, lo piega e lo poggia nella sedia. Si gira verso di me e mi guarda con i suoi grandi occhi espressivi come a chiedermi: pure tu!
Porto vassoio e tazze in cucina, Pat mi viene dietro, levo il pareo e prima di ritornare nel terrazzino ella mi si avvicina, mi abbraccia facendo aderire il sodo seno al mio, mi scocca un bacio sulla guancia dicendomi: grazie! Divertiamoci!
I due maschi vedendoci completamente nude si sentono autorizzati a fare lo stesso. Sergio fa cadere il pareo e presenta il membro già pronto per l’uso. Roger toglie il boxer e mi mette sotto il naso il suo enorme cazzo lucido e che sembra tendere verso di me.
Mi piego sulle ginocchia e lo prendo tra le mani. L’avevo desiderato tanto ed ora quasi non credo di poterlo stringere a me. Il glande, grossissimo, è tutto fuori, stiro la pelle che sale fino al pube. Manca il filetto per cui il corpo del pene è tutto scoperto. Stringo tra le mani lo scroto e sento che ha le palle gonfie. Inizio e leccarlo facendo scivolare la lingua dallo scroto fino alla punta del pene. Un brivido mi percorre la schiena mentre il cazzo pulsa in continuazione tendendosi in alto per poi ritornare al punto di prima. L’afferro con entrambe le mani e vedo che ne occorrerebbero altre due per poterlo cingere tutto.
Mi solleva e mi porta sul letto dove già Sergio e Pat se la stanno godendo alla bella. Vedo lei che cavalca il mio lui e geme di desiderio mentre le sue tette ballonzolano per il movimento.
Lasciamo loro e quello che fanno e torniamo a me e Roger.
Sono sdraiata sul dorso. Lui poggia le mani sulle mie ginocchia. Mi divarica le cosce e lentamente inizia a farle risalire. Prima indugia sulle cosce, poi sull’inguine, poi le sue dita iniziano a carezzare le grandi labbra. Il cuore mi palpita nel petto e posso sentirne i battiti. Emetto un grido sentendo un dito che mi penetra nella fenditura. Prima delicatamente e lentamente poi con più vigoria. Dalle mie viscere riverso sulla sua mano un fiume di secrezione. Gemo e istintivamente mormoro: ancora! Ancora! Trastullami! Cosi! Cosi! Mi piace! Mi fai morire! Sento che ora sono di più le dita che mi violano. Percepisco che mi apre le piccole labbra e sento che un dito preme sulla clitoride. La pressione del dito e lo strofinio successivo mi manda completamente in orbita ed inizio a muovere in modo disarmonico il ventre. Lui capisce che voglio di più e incomincia a leccare facendo scorrere la lingua lungo tutta la fessura. Su e giù per diverse volte. Impazzisco e grido poiché la sensazione è tremendamente forte. Ha la lingua crespata e lo strofinio mi trasmette sensazioni di immenso godimento. Figa, clitoride, membra, tette, tutto il mio corpo è un tremito di immensa eccitazione.
Gli faccio capire che desidero il suo cazzo in bocca e si posiziona sopra di me nel classico 69. Sono invasata di estrema libidine e stringo il membro come un trofeo. Inizio a leccarlo. Mi soffermo sul buco che è al centro della cappella e sento che pulsa. Inizio a menarlo facendo scorrere in lungo la mano. Lui geme e mi lecca la vagina con più ardore. Lo stesso ardore è in me e cerco di inghiottire tutto quel ben di dio. Apro al massimo la bocca ma riesco a metterne dentro, con sommo dispiacere, solamente poco più della metà. Basta quello per sentirlo fino alla gola. Vengo in continuazione ed ora si fa sempre più invadente il desiderio di sentire il sapore del suo sperma. Lecco e succhio avidamente mentre con le mani meno la parte che non riesco a risucchiare in bocca. Lui inizia a gemere mentre percepisco che il cazzo si è ulteriormente ingrossato. Ancora qualche colpo di lingua e sento il suo caldo liquido che mi riempie la bocca. Ingoio velocemente ma non riesco ad inghiottirlo tutto. Sembra un fiume in piena. Eiacula in continuazione mentre la sua asta rimane dura e palpitante. Buona parte mi scivola sul petto, sulle tette e quando sento che mi si bagnano i capezzoli inizio a eiaculare pure io.
Faccio uscire l’asta, sempre tesa, dalla bocca, mi sollevo e lui mi fa capire che me lo vuole mettere nella figa. Aspetta! Gli dico. Vado prima in bagno e poi ricominciamo.
Mi svuoto la vescica. Mi pulisco il petto, le tette e la bocca togliendo i resti dello spacchio che non sono riuscita ad ingoiare. Do una rinfrescata alla figa ed al culo pensando che ora toccherà a loro godere.
Lo trovo col membro teso e pronto per iniziare a fare godere la mia patonza. Si distende sul dorso e capisco quello che vuole. Mi metto in ginocchio a cavallo del suo pube. Prendo in mano il duro “bastone” e lo dirigo nella figa che non aspetta altro. Lentamente faccio entrare la cappella. Ho paura di farmi male, vista la grossezza e la lunghezza, ma confido nell’elasticità della mia vulva. Pian, pianino lo faccio affondare sempre più. Entra e sento che aderisce completamente alle parete della vagina. Strofina sulla clitoride dandomi sensazioni animalesche. Quando percepisco che le grandi labbra, completamente divaricate, poggiano sul suo pube ho un senso di liberazione. L’ho preso tutto dentro. Quel enorme cazzo finalmente mi è tutto dentro! Tutto dentro la mia figa! Subito inizio la più violenta cavalcata della mia vita. Lui mi strizza tette e capezzoli mentre io ballo sul suo ventre con la sensazione che il cazzo mi voglia giungere fino in gola. Dalla figa alla gola? Pazzesco ma lo penso! Lui si dimena sotto di me e si capisce che gode dalle parole insensate che dice. Pure io non sono più padrona di me e grido come una cagna in calore che vuole manifestare a tutti il suo immenso godimento. Sento invadermi da un caldo schizzo quando lui agitandosi tutto mi rovescia e mi mette sopra di se. Sensazionale ma vero: neppure un centimetro del suo cazzo è uscito dalla mia figa.
Sono esausta ma lui è ancora molto duro dentro di me. Sembra che invece di un cazzo abbia per sesso un vibratore instancabile. Lo prego di sfilarlo. Lui esce con un rumore che sembra abbia stappato una bottiglia di vino spumante. Contemporaneamente dal mio cratere esce fuori una parte del suo nettare mischiato ai miei succhi che sicuramente saranno stati abbondantissimi.
Osservo che anche Pat e Sergio sono in pausa ed allora invito tutti a prendere un the. Nel prepararlo Pat m’informa che Sergio l’ha fatta godere moltissimo mettendoglielo sia nella figa che nel culo. Mi dice: desideravo da molto ricevere un bel cazzo nel mio culo. Quello di Roger, per le dimensioni riesco appena a riceverlo nella figa. Hai proprio ragione! Penso tra me e concludo, sempre col mio pensiero, è veramente impossibile prendere nel sedere un tale affaire.
Dopo avere sorbito la bevanda mi sento rigenerata. Ora voglio godere sentendomi penetrata nei due buchi. Lo chiedo senza reticenze specificando che dietro prendo quello di Sergio. Roger si sdraia e il suo coso è perfettamente perpendicolare al suo ventre. Teso e palpitante è pronto per impalarmi di nuovo. Mi inginocchio ancora una volta su di lui. Prendo con la destra l’enorme verga e la dirigo nella mia fenditura che è oscenamente aperta. Lentamente lo faccio scivolare dentro. La sensazione di prima mi ritorna. Mi riempie tutta, strofina sulle parete della mia vagina che è al massimo della dilatazione e sulla clitoride. Finalmente sento il contatto con i suoi coglioni. L’ho di nuovo tutto dentro! Ancora una volta tutto dentro! Come prima i brividi di piacere agitano le mie membra mentre il mio cuore corre a cento all’ora. Sergio mi fa piegare in avanti. Il mio viso è tra le tette dure di Pat e mi godo il contatto con i suoi turgidi capezzoli. La mano del mio uomo mi carezza l’ano. Sento il fresco del gel che mi entra dentro il buco. Mi metto ancora di più prona. Il cazzo di Roger segue il movimento del mio corpo e fa aumentare la mia libidine. Ora Sergio poggia il suo membro nel mio buco di dietro. Affonda lentamente ma quasi subito sento che si ferma. Pigia ma non può entrare. Percepisco dolore ma non dico niente perché sicura che il piacere supererà il fastidio. Infatti, inizio a gemere mentre inondo con i miei succhi l’uomo che mi sta sotto. Sento: “più che una minchia questo ha un albero”, è la voce di Sergio che ha difficoltà a penetrarmi. Tira fuori il suo membro dal mio buco. Di nuovo le sue dita mi riempiono di vasellina il buco. Sicuramente ne spalma pure sul suo sesso. Di nuovo la pressione. Entra ma si ferma. Pressa con più forza ed inizia lentamente l’entrata. Spinge con forza mentre sbrodo tutta. Quando i suoi coglioni mi sbattono sulle natiche sono venuta almeno otto volte. Gradevolissima la sensazione di goduria nel sentirmi piena sia davanti che dietro. Il dolore provato nell’entrata di Sergio ora è solamente un ricordo. Ora c’è solamente goduria e piacere. Grido come una baccante nel mentre i due muovono i rispettivi arnesi che mi hanno ficcato dentro. Vengo! Vengo! continuamente vengo! Gridando al mondo la mia estasi. E quando esausta emetto l’ultimo grido di compiacimento mi sento inondare di caldo liquido sia il primo che il secondo canale.
Resto a prendere fiato sdraiata sul letto mentre dai miei buchi continua ad uscire il latte che i due mi hanno generosamente iniettato dentro. Un grido di trionfo mi esce spontaneo vedendo, finalmente, il membro di Roger che si è un poco ammosciato.
Vado in bagno a rinfrescarmi. Mentre sono sotto la doccia mi raggiunge Pat. Si siede sul water ed urina abbondantemente, io l’avevo fatta nel piatto della doccia. Dopo avere tirato lo sciacquone e fatto il bidet, mi osserva sorridendo, forse ricordando che le avevo confidato che mi sarebbe piaciuto prendere quel bel cazzone nel culo, dicendo: sei ancora disposta a fartelo mettere nel culo da Roger? Manco se mi bastonano! Rispondo. Di sicuro me lo spaccherebbe in modo irreversibile con la sua enorme mazza!
Ride. Mi aiuta ad asciugarmi. Le sue mani indugiano sul mio sedere. Come è bello rotondo! Esclama. Pure io poggio la mano sulle sue tette. I suoi capezzoli pronunciati e durissimi mi eccitano enormemente. Ne prendo uno in bocca e lo succhio con avidità. È bello sentire quella deliziosa protuberanza in bocca. La sua mano ora risale le mie cosce fermandosi alla confluenza dove inizia l’esplorazione della mia femminilità che al contatto con le sue dita inizia a fremere. La imito. La mia mano si dirige sicura alla sua clitoride. É cosi pronunciata che sembra una piccola minchia. Riesco a fare scorrere le dita e mandare indietro la sottile pelle facendo uscire fuori il delizioso e tenero, pur nella sua durezza, pistolino. Mi è molto vicina e con la bocca cerca la mia. La trova dischiusa, con facilità la sua lingua può penetrare dentro la mia scandagliandone tutti gli antri.
È un attimo. Dal ventre mi parte una vampa di fuoco che si espande per tutto il corpo fino al cervello. Una sublime eccitazione mi coglie ed è il preludio all’apoteosi di una meravigliosa giornata di sesso.

Categorie:Racconti Scambi di coppia Tag:
  1. robby25
    19 Luglio 2010 a 9:49 | #1

    Veramente tosto, all’altezza del primo e tutti e due hanno smosso certi “sgrizzoli”….
    Brava davvero e continua così.

  2. Io
    19 Luglio 2010 a 14:14 | #2

    Sono bagnato e la mia mano sta scorrende sulla mia asta. Come vorrei … come avrei voluto esseri lì … toccarmi e sfioravi … …

  3. Monica
    31 Luglio 2010 a 7:02 | #3

    Racconto intrigante, scritto bene, eccitante fino a far perdere la bussola. Non nascondo che la lettura mi ha talmente presa e in modo naturale mi sono masturnata con vera soddisfazione. Brava.
    Monica

  4. Ciro
    13 Agosto 2010 a 19:07 | #4

    Boh

  5. lucas
    1 Settembre 2010 a 11:07 | #5

    @Monica
    sono d’accordo con te
    luca

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