Sesso nero (prima parte)
Si dice che i negri l’hanno grosso e lungo. Posso dire che è vero.
Ero in vacanza con Sergio nella più selvaggia delle Isole Eolie: Vulcano. Avevamo preso alloggio in un residence dove ci avevano riservato un bilocale di una villetta bifamiliare. La camera da letto si affaccia su un terrazzo comune con l’altro appartamento e da questo separato da una semplice siepe. Nel terrazzo ci sono tavolo, sedie, sdraio e lettini, tutto per il bisogno del numero degli ospiti affittuari. Per andare alla spiaggia si può andare pure dal terrazzino, basta scendere quattro gradini.
Accanto a noi una coppia americana di colore, giovani ed entrambi con splendidi fisici da sportivi. Spesso, facendo il bagno, avevo visto dall’acqua che prendevano, nel terrazzino, il sole integrale e, confesso di aver sbirciato molte volte nella speranza di vedere il pene dell’uomo, spinta dalle solite dicerie sui neri. Finalmente un giorno, rientrando dal mare, riuscii nel mio intento. L’uomo era alzato ed ho potuto vedere il pene in tutta la sua potenzialità.
Sergio ha già dimensioni notevoli, ma quello era veramente esagerato. Più della lunghezza, di per se notevole, mi ha colpito la grossezza. La prima cosa che in quel momento mi venne in testa fu di pensare come doveva averla lei per riuscire a prenderlo dentro.
A questo interrogativo fu data risposta nel pomeriggio. Infatti stavo prendendo il sole, chiaramente pure io completamente nuda, quando venni attirata da alcuni mugolii. Poiché la siepe di divisione non era omogeneamente fitta e c’era qualche buco tra le foglie mi sono avvicinata ed ho potuto vedere quello che i due combinavano. Lui steso sul lettino e lei che lo cavalcava facendosi entrare tutto il bell’arnese fino alle palle. Sospirava e godeva come una pazza e quando venne si adagiò sul petto dell’uomo come a dormirci sopra. Quando si sollevo il bianco latte gocciolando dalla figa splendeva lucido sul nero ventre dell’uomo. La figa della donna, potei notare, era completamente aperta tanto da farmi intravedere il rosato interno della natura.
Quello che avevo visto mi aveva eccitato tanto e mi ero bagnata tutta. Di questo se ne giovò Sergio che godette da sballo ma, come sapeva fare lui, mi fece godere otturandomi tutti i buchi che erano infuocati a causa dell’eccitazione.
La notte fu di fuoco. Avevo il desiderio di succhiare il cazzo del vicino ma mi dovevo contentare di quello del mio uomo. Il pompino che gli tirai fu veramente eccezionale. Me lo disse dopo a chiare note. Glielo succhiai con foga e desiderio. Misi in bocca interamente lo scroto e poi uno alla volta mi gingillai con i coglioni facendolo gemere intensamente. Leccavo per lungo e per largo il cazzo teso e con gli occhi chiusi immaginavo che fosse quello del bel negro. Quando fu sul punto di venire l’uscii dalla bocca e mi feci innaffiare tette e capezzoli. Il bianco latte zampillava sulla mia pelle ed il contatto mi faceva venire intensamente tanto che ho avuto la sensazione che insieme agli umori mi fosse uscita fuori pure della piscia.
La mattina seguente Sergio usci presto. Era andato in barca a pescare con dei conoscenti. A me la pesca non interessava molto e poi, pur volendo, non sarei stata in grado di alzarmi all’alba, per cui ho preferito restare a letto a dormire e ritemprarmi le membra.
Alzatami dal letto verso le nove mi sono affacciata nel terrazzino senza niente addosso. Non so come fu ma ricordando quanto visto il giorno prima e quanto fatto nella notte appena trascorsa incomincia a toccarmi. Le mie dita, quasi autonomamente, si erano introdotte nella fenditura alla ricerca del clitoride. L’eccitazione iniziò a crescere ed in breve, distesami sul lettino prendisole iniziai lentamente a masturbarmi nel terrazzo. Mentre mi rialzavo per rientrare mi sono accorta che i due vicini mi stavano spiando da dietro la siepe. Vergognandomene, ho fatto finta di niente e sono rientrata, ma proprio in quel momento mi ha preso un non so che.
Mi avevano guardata mentre ansimavo e mi toccavo, chissà se si erano eccitati nel guardarmi e che cosa si erano detti o cosa stavano facendo. Uscii silenziosamente e, avvicinandomi di soppiatto al solito buco da cui, il giorno prima io li avevo spiati e ora lo avevano fatto loro, ho guardato. Erano entrambi nudi e in piedi, lei era quasi di fianco a lui alla sua destra, gli parlava sottovoce e, accennando a più riprese con la testa dalla mia parte, con la mano destra gli masturbava lentamente il pene non completamente duro. Stavano evidentemente commentando ciò che avevano visto e la scena aveva un che di perversamente erotico. Era come se lei, un pò discosta, quasi freddamente, lo provocasse a ricordare quello che aveva appena visto. I capezzoli però erano eretti, come se anche lei fosse eccitata ma non volesse farlo vedere.
Il mio stomaco ha incominciato a frullare, ero ancora languida e la voglia non si era placata del tutto, in più guardavo una splendida coppia che si era eccitata guardandomi. Ho perso completamente la testa. Volevo che mi guardassero, ma stavolta sapendolo anch’io! Mi sono sentita bagnata e toccandomi sono rientrata dentro.
Mi sono messa un minuscolo perizoma, il reggiseno e infilata una camicia bianca sono riuscita con uno specchio da trucco in mano (di quelli con il manico) facendo rumore nella speranza di attirarli nuovamente alla siepe. Poi, per dargli tempo, ho iniziato a stirarmi voluttuosamente dandogli la schiena. Ho dato un’occhiata distratta nello specchio, fingendo di guardarmi qualcosa sul viso da vicino, e quando li ho intravisti, ho cominciato togliendomi la camicia e rimanendo con il reggiseno. Il mio cuore batteva sempre più forte, lo potevo sentire perfino nelle orecchie, e le mani mi tremavano un pò. Mi stavo bagnando sempre più, e il perizoma era zuppo. Ho buttato la camicia su una sdraio e mi sono pettinata. Mi sono tolta il reggiseno, i capezzoli erano completamente eretti, avevo la pelle d’oca, ma mi sono sforzata di non toccarmi. Mi sono girata verso di loro stirandomi nuovamente ad occhi chiusi e mi sono chiesta se lei glielo aveva già preso in mano e se lo stava stuzzicando guardandomi. Agognavo di masturbarmi per lui, per loro, ma c’era tutto il tempo che volevo.
Mi sdraiai sul lettino prendisole, alzai in alto le gambe e lentamente mi tolsi anche il tanga. Nella posizione in cui ero potevano vedere nitidamente la figa tra le cosce oscenamente divaricate ed il buco del culo, in quanto mi trovavo dritto di fronte a loro. Stavano guardandomi tutta! La sensazione era incredibile! Mi sentivo completamente fuori di me! Mossi lentamente la mani all’interno delle cosce, mancando di un soffio la mia apertura. Mamma mia! Come volevo ficcarci le dita dentro! Non ne potevo più di aspettare ma invece di toccarmi mi stiracchiai di nuovo. Poi ho riportato le mani alle gambe sfiorandomi il pube. Mi sono guardata con lo specchio tra le gambe, ho pensato agli altri occhi che mi stavano guardando, e ho sentito un brivido. Mi stavano guardando mentre mi muovevo nuda, con la figa gonfia e bagnata rivolta verso di loro. Era tutta aperta e volendo potevano essere in grado di vedere la protuberanza del clitoride. Ormai mi stavo deliberatamente stuzzicando, ed ero al limite di un orgasmo. Mi passai le mani sul corpo, poi sul seno. Appena l’ho toccato, l’orgasmo ha iniziato a scorrere. Non ce la facevo quasi più, ma invece di penetrarmi sono rimasta con le mani sui seni muovendoli e stringendo i capezzoli tra le dita. Seno e clitoride mi sembravano enormi, sul punto di scoppiare. Mi sono sentita il sedere umido. Realmente stavo letteralmente colando. Ho continuato a torturarmi il seno e mi sono accorta che, vicina all’orgasmo, stavo mugolando. Ho sentito un gemito fioco venire dalla siepe. Anche loro stavano per venire? La mano destra mi è volata sul sesso, mi sono penetrata con due, tre dita massaggiandomi il clitoride con il palmo e non potevo credere quanto fosse gonfia, larga e bagnata. In un attimo sono arrivata all’orgasmo mordendomi le labbra per non urlare, un orgasmo infinito, dalla figa alle spalle, e di nuovo giù al ventre. Semplicemente sconvolgente!
Per un poco ho provato un filo d’imbarazzo poi, inforcati gli occhiali da sole perché non mi vedessero gli occhi, ho guardato verso la siepe. Si erano allontanati ed io, attenta a non farmi sentire, mi sono avvicinata a mia volta. Oddio che scena. Lui era in piedi con il membro enorme (debbo ancora ripetere che un cazzo cosi grosso e lungo mai l’avevo visto) ancora duro e lei era inginocchiata davanti a lui, dritta sulle ginocchia, con la mano a toccarsi e la lingua che leccava il membro che aveva evidentemente eiaculato sperma in abbondanza poiché ne aveva sparso sulle mammelle e sul ventre! E l’aveva fatto guardandomi sicuramente perché ce n’erano alcune tracce sulle foglie.
Istintivamente mi sono toccata tra le gambe e mi sono scoperta di nuovo bagnata. Ancora? Era già il secondo orgasmo e non mi bastava? Le mie dita hanno iniziato ad aprirla e sondarla. Scivolavano dentro, mi sono spalmata i succhi dappertutto, sui capezzoli, sulle cosce e ho continuato per un pò andando di tanto in tanto a bagnarmi ancora le dita, ho allungato la mano, ho raccolto sulle dita lo sperma di lui dalle foglie e, stupendomi io stessa, me lo sono spalmato sul corpo, sulla pancia, sul seno. Mi sentivo come se mi fosse venuto addosso e ho continuato a toccarmi e a guardare fino a quando lei è venuta.
Per non rischiare, mi sono ritirata in bagno, non riuscivo a credere di essere stata capace di tanto. Mi ero appena masturbata mentre una coppia mi guardava! Mi sono guardata allo specchio e mi sono vista come l’immagine stessa del sesso più spinto: Gli occhi spalancati, completamente bagnata di me, di sperma dell’uomo negro e del sudore degli orgasmi! Avrei voluto fotografarmi perché Sergio mi vedesse così. E lo fatto! Mi sono piaciuta anzi auto-eccitata! E ho capito che non avevo ancora finito. Ero ossessionata, volevo fare ancora di più! Subito!
Mi sono risciacquata e, ancora umida, ho indossato una camicia di Sergio appena più lunga del sedere senza nulla sotto e sono uscita per andare a prendere del ghiaccio nel chiosco della spiaggia.
Tra il caldo, la veloce doccia, ero bagnata fuori e dentro, una vera indecenza, ma il fatto di esserne conscia, anziché fermarmi mi eccitava ancora di più. Si vedeva benissimo che ero nuda sotto la camicia, l’interno delle cosce era bagnato e lucente, i capezzoli puntavano contro il cotone mostrandosi in tutto il loro splendore. Quando sono arrivata al chiosco, ho visto uscire dalla loro villetta il lui della coppia. Ho fatto finta di niente ma ho notato che lui è rimasto interdetto. Mi ha guardata di sottecchi mentre ritiravo il sacchetto del ghiaccio che l’addetto mi porgeva con un sorriso compiaciuto e, quando mi sono girata per rientrare, ha finto di uscire solo in quel momento. Quando ci siamo incrociati, ci siamo salutati educatamente, quasi indifferenti, ma io ho visto che la patta dei suoi pantaloncini di lino era gonfia, decisamente gonfia! Di nuovo un bagno di umori, violento, quasi un orgasmo. Sono rientrata di corsa, ho preso una bottiglietta di Coca dal frigo e l’ho bevuta passandomi il sacchetto del ghiaccio sul viso e sul collo sperando mi calmasse, ma niente! Ho sentito chiaramente l’uomo rientrare e ho ricominciato ad eccitarmi, mi sentivo come drogata, non riuscivo a placarmi.
Mi stava riprendendo la voglia di farmi guardare, più di prima, volevo farli impazzire, andare oltre, fare qualcosa di sconcio.
Sono ritornata sul terrazzo sorseggiando la coca con gli occhiali da sole sperando di vederli o sentirli tornare, ma per un pò non successe nulla. Mi sono sdraiata sul lettino e la mente correva a quello che era successo, a quello che avrei fatto se ci fosse stato Sergio con me e a fantasticare di cosa mi avrebbe spinto a fare lui con la bottiglietta di coca cola e l’idea di usarla mi ha travolta.
Poi li ho sentiti, un sussurro di lei dietro la siepe. Mi sono tolta la camicia e mi sono guardata. Ero fradicia, fuori e dentro, con il seno gonfio e i capezzoli dritti, turgidi e con lo stomaco in subbuglio. Non potevo fermarmi. Dovevo ricominciare. Seduta, con le gambe oscenamente aperte verso di loro, la schiena dritta, mi sono accarezzata il ventre, i fianchi, risalendo verso i seni, con le mani che scivolavano lente sul sudore della pelle. Una sensazione fantastica! Poi di nuovo a scendere verso le cosce, all’interno, fino alle labbra che ho aperto con le due mani guardandomela. Ho sentito di nuovo il sussurro e ho intravisto le loro figure dietro la siepe. Ho tolto gli occhiali, volevo che mi guardassero anche gli occhi perché Sergio dice che in quei momenti cambiano, si dilatano, diventano più luminosi e, secondo lui, si vede che sono eccitata. Ancora le farfalle nello stomaco. Come li faccio impazzire? Come posso essere più porca? Si ho pensato proprio porca! Mi sono alzata carezzandomi apertamente il sesso con una mano, mi sono girata e messa a quattro zampe con il sedere verso di loro facendo scorrere le dita sulla e dentro la fenditura, lentamente, tirandole fuori bagnate perché si vedessero, poi ho guardato la bottiglia di coca. L’ho presa impugnandola come se fosse il membro di Sergio e l’ho portata tra i seni facendola scorrere sulla pancia fino a farla sbucare in mezzo alle cosce e ho iniziato a strofinarla lentamente sulle labbra della figa. Mormorii dalla siepe! Volevo di più! Molto di più!
Mi sono rialzata girandomi verso di loro, ho sollevato una gamba appoggiando il piede sul lettino e strofinando la bocca della bottiglia lungo le labbra bagnate l’ho spinta dentro. È scivolata con facilità, quasi risucchiata. L’ho mossa ancora fino al clitoride e poi ancora più giù un pò di volte. Ho guardato la bottiglia che si infilava dentro di me, volevo vedermi, capire cosa vedessero loro, ma il solo guardarmi penetrata così mi ha eccitato ancora di più! Mi sono fermata quando vicina ad un nuovo orgasmo, e sono rimasta con la bottiglietta infilata dentro, muovendola lentamente. Poi ho ripreso con più forza, ad ogni colpo la infilavo sempre di più, la volevo più dentro! Era difficile spingerla ancora, in quella posizione, perciò l’ho messa sul lettino e mi ci sono appoggiata sopra, come per fare l’amore con Sergio disteso. I primi centimetri sono entrati senza sforzo, ma la parte larga della bottiglia stentava. Allora ho iniziato sfregarmi il clitoride, mentre mi muovevo su e giù sulla bottiglia ora volevo venire, godere! Quando sono arrivata vicina all’orgasmo mi sono lasciata andare sulla bottiglia con tutto il mio peso sditalinandomi più velocemente e con forza. Mi sono guardata di nuovo. A gambe larghe, la bottiglia quasi dentro, una mano a toccarmi il clitoride e l’altra a tormentare il seno, non riuscivo ad immaginare un’immagine più libidinosa e la cosa che mi ha fatta impazzire è stato vedere i miei succhi che colavano dentro la bottiglietta!
Non ci ho più visto! Mentre mi pizzicavo i capezzoli con le dita, ho di nuovo messo tutto il mio peso sulla bottiglia, spingendola dentro il più possibile. Un misto di dolore e godimento assoluto. Mi sono pizzicata i capezzoli ancora più forte e ho iniziato a mugolare. Volevo che sapessero che stavo godendo. Una pazza infoiata! Ora volevo l’orgasmo a tutti i costi, mentre la bottiglia mi riempiva completamente. Volevo che mi guardassero mentre mi facevo del male! Ho chiuso gli occhi, mentre le dita correvano velocissime sul clitoride e, di colpo, il sedere mi si è appoggiato sul lettino: era entrata tutta! Li ho sentiti gemere chiaramente, stavano godendo senza più riserve e questo è stato liberatorio. Di colpo, come una valanga, l’orgasmo. Mi sono lasciata venire senza più toccare il clitoride e senza reprimere un mugolio forte, vero, come quando faccio l’amore con Sergio!
Ho impiegato un po’ a riprendermi, distesa sul lettino, a gambe larghe, con la bottiglietta ancora dentro di me. Quando mi sono riavuta, me la sono sfilata con attenzione, mi sono seduta e, ancora un po’ illanguidita, ne ho assaggiato il collo: aveva il gusto che sento sulla lingua di Sergio quando mi bacia dopo avermela leccata a lungo.
Wow sono tutta bagnata, ancora totalmente presa da questo fantastico racconto.
Non vedo l’ora di leggere il seguito..!
Racconto eccitante, intrigante, scritto con buon gusto e che coinvolge nella lettura. Non mi vergogno a scrivere che mi sono eccitata e bagnata. Brava!
niente male per davvero, surreale quanto basta.
Grazie per avere letto il racconto e sono contenta che ti ha procurato l’effetto che hai descritto.
stupendo……aspetto con ansia il continuo……..mi sono eccitata e bagnata alla grande!!!!!!!!!!!!!
@marahard
@Carina_BG
fantastica anche la seconda parte
sia il primo che il secondo racconto è fantastico.
che ne dici carina_BG?
anche la seconda parte è bella