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Timidà e paura



13 Agosto 2008 Mino31    Letto: 90416 volte Lascia un commento Vai ai commenti

Autore: Mino31

Timidà e paura| Racconto prima esperienza

Una ragazza “normale” ma “unica”. Così gli piaceva descriversi. In effetti tutti la vedevano come una ragazza comune, soprattutto fisicamente. Sara era alta come le sue compagne, capelli lunghi sul castano, occhi marroni, nessun segno particolare. Riusciva a mescolarsi tra le altre ragazze senza spiccare. Eppure per chi la conosceva era una grande amica, un grande cuore si celava dentro di lei. Sapeva ascoltare forse perchÈ anche lei aveva bisogno di essere ascoltata. E forse è proprio questo quello che gli mancava. Se qualcuno l’avesse saputa ascoltare, l’avrebbe capita. Avrebbe capito quanto speciale potesse essere. Avrebbe capito che i sentimenti che provava erano molto forti. E probabilmente l’avrebbe anche aiutata a comprendersi. Era una persona molto seria ma aveva tanta voglia di divertirsi. Andava sempre bene a scuola ma cercava sempre di studiare velocemente perchÈ così poteva finalmente uscire con le sue amiche. In famiglia si trovava bene. Amava i suoi genitori. Suo fratello era un tipo un po’ spaesato, un po’ ribelle a volte, ma lei gli voleva comunque tanto bene. Quel giorno la sua migliore amica gli ricordò del suo compleanno. Si stava per dimenticare del compleanno dell’amica del cuore. “Devo avere proprio la testa tra le nuvole in questi giorni” pensò. Fortunatamente aveva un bel vestito in armadio da mettere per la serata. La festa iniziava alle 21 a casa dell’amica, ma lei preferì arrivare una manciata di minuti prima per aiutarla a sistemare le ultime cose. Mentre stavano sistemando il tavolo con gli spuntini l’amica gli svelò di aver invitato un ragazzo alla festa a cui aveva parlato molto di lei. Sara rimase a bocca aperta chiedendosi perchÈ lo avesse fatto. La sua amica continuò spiegando che lui sembrava essere interessato a conoscerla e che gli sembrava un ragazzo carino e adatto a lei. A quel punto a Sara non volle contraddire il pensiero della sua amica che dopotutto era stato carino da parte sua, ma che a lei proprio non piaceva. Aspettò quindi l’arrivo di questo ragazzo, il quale però tardò ad arrivare. Infatti lui si aggiunse alla festa solo quando questa stava procedendo per il meglio. Sara si stava divertendo molto, ma a un certo punto comprese che era arrivato lui. Quando lo vide capì subito che era lui per lo sguardo spaesato che aveva. Dopotutto non conosceva molta gente. L’amica invitò Sara ad andargli incontro per salutarlo e metterlo a suo agio. Lei lentamente si avvicinò. “In effetti non è male come ragazzo” pensò e successivamente, un po’ timidamente, lo salutò. Lui ricambiò e si presentò come Fabio. Man mano che Sara fece conoscere a Fabio gli invitati si accorse che era un ragazzo gentile e molto sorridente. Dopo mezz’ora che ballavano tutti insieme Sara dovette sedesi per la stanchezza. Così diede involontariamente a Fabio la possibilità di chiacchierare. Fabio era simpatico. Riusciva sempre ad evitare i silenzi imbarazzanti, che in certe occasioni si presentano molto spesso, con qualche battuta o commento sulla festa. Sara si accorse molto presto che pur chiacchierando tranquillamente, lui avesse intenzione di far colpo su di lei. Però lei non volle lasciarsi andare e preferì non sbilanciarsi quando lui gli faceva qualche commento sul suo vestito o sui suoi capelli, che lui riteneva essere “divini”. Sara, nonostante la sua serietà gli diceva che doveva aspettare prima di fidarsi di lui, si lasciò andare lentamente a un dialogo sempre più confidenziale. Quando comprese ciò che stava per accadere comunicò a Fabio di voler prendere una boccata d’aria. Uscì dalla casa e respirò a fondo l’aria fresca di quella serata. Quando si calmò completamente però senti una mano sulla spalla sinistra. Si girò in senso antiorario e si ritrovò ad avere il braccio destro di Fabio molto più vicino al suo collo di quanto potesse mai immaginare. Lentamente lui le prese il collo e poi gli accarezzò la guancia sempre con la stessa mano. Silenzio. Lui si avvicinò la testa a quella di lei che aveva già chiuso gli occhi in attesa di un bacio dolcissimo, lento, sensuale. Lui appoggiò le labbra su quelle di lei. In quel momento una scossa la destò. Lei aprì gli occhi e indietreggiò la testa. Fece un passo indietro. Chiese scusa. Abbassò la testa e uscì dai cancelli. Lui un po’ stupito rientrò in casa. Sara in quei momenti successivi pensò perchÈ lo avesse fatto, se era giusto ciò che aveva fatto, se doveva scusarsi nuovamente, se avesse dovuto rivederlo. Insomma non sapeva cosa fare. Si trovava in una situazione molto difficile e le emozioni che provava la confondevano ancor di più. Versò qualche lacrima, senza alcun apparente motivo. Non aveva motivo di piangere infatti. Ma probabilmente cercava un modo per sfogarsi. Per liberare ciò che aveva dentro. Immersa nei suoi pensieri, seduta sul marciapiede, appoggiata alla recinzione, sentì delle voci. Erano la sua migliore amica e una compagna di classe di quest’ultima, uscite per fumare una sigaretta. Videro Sara e si avvicinarono per controllare cosa avesse. “Niente” rispose Sara. Ma loro capirono che si trattava di una bugia. Insistettero per farsi dire qualcosa e lei spiegò che aveva quasi baciato Fabio. L’amica di Sara capì cosa fosse successo e gli disse che non doveva preoccuparsi, che poteva capitare e che non era successo niente di particolare importanza. Dopo questo tentativo di conforto rientrò in casa dicendo che faceva freddo e che indossava vestiti poco adatti a quella temperatura. Sara quindi rimase seduta affianco alla compagna dell’amica, che successivamente scoprì chiamarsi Jenny. Lei continuò a porre domande a Sara così da permettergli di confidarsi e di metterla a suo agio. Sara spiegò quello che era successo in modo più dettagliato e, parlando con Jenny, sfogò tutto quello che aveva dentro in quel momento. Sara si sentì più leggera. Aveva trovato una amica che sapesse ascoltarla quando ne aveva bisogno. Decise quindi di ascoltare i consigli di Jenny, la quale la spinse ad andare a parlare con Fabio. Sara decise quindi di chiedergli nuovamente scusa e inaspettatamente di concedergli un appuntamento. Fabio accettò le sue scuse, alle quali aggiunse le sue dato suo comportamento. Si diedero perciò appuntamento la domenica dopo al bar in piazza per prendere qualcosa da bere. Quella domenica Sara si divertì molto. Scoprì che stare con Fabio era molto divertente e riusciva ad essere sÈ stessa quando era con lui. Uscirono insieme altre quattro volte. Al quinto appuntamento Fabio la accompagnò a casa e quando stava per salutarla si avvicinò a lei. Chinò il capo per guardarla negli occhi, le prese la testa attraverso i capelli e la baciò. Lei non oppose resistenza. Seppur non si aspettasse quel bacio, lo desiderava ardentemente. Sia lui che lei chiusero gli occhi. Dopo qualche primo contatto solo attraverso le labbra, lui insinuò la sua lingua all’interno della sua bocca. Lei fece lo stesso. I movimenti erano molto lenti. Volevano assaporare entrambi quel momento e percepire ogni minima sensazione. Quando si staccarono da quel delizioso bacio le aprì gli occhi. Voleva dire qualcosa ma non riuscì a dire niente. Lui allora riempi il silenzio dicendo “Tranquilla ne riparleremo la prossima volta, ti voglio bene” e la salutò camminando verso casa. Lei un po’ frastornata e confusa entrò in casa, andò a letto e dormì con estrema facilità , pensando a lui. Non era la prima volta che baciava un ragazzo, ma quel baciò è stato diverso da tutti quelli precedenti. Forse perchÈ lui era particolarmente abile nel baciare, ma aveva escluso questa possibilità . Non riusciva a capire il motivo di quella sensazione di felicità che provava. Ma nonostante il dubbio fece dei sogni molto tranquilli. Il giorno dopo decise di chiamare la sua migliore amica, ma mentre componeva il numero decise che forse aveva bisogno di raccontare l’accaduto ad un altra persona. Chiamò quindi Jenny. Le spiegò tutto ciò che avvenne la sera precedente e in tutti i loro appuntamenti. Jenny capì al volo cosa le era successo e quando Sara le chiese il motivo per cui quel bacio era così diverso da tutti gli altri, lei rispose molto velocemente: “Sei innamorata mia cara, ti sei innamorata e non te ne sei nemmeno accorta. E’ per questo che baciandolo ti senti più leggera, perchÈ baci la persona che ami e quando lo rivedrai ti accorgerai di questo”. Era vero. Sara provava dei sentimenti importanti per lui. Come poteva non averlo capito da sola? Forse non voleva ammettere di essere innamorata di una persona conosciuta così, per sbaglio. Un paio di giorni dopo Fabio passò a prenderla e insieme andarono a fare una passeggiata al parco. Si sedettero su una panchina isolata. Fabio decise che era quello il momento per dirle ciò che pensava. Lei, ancora prima che lui potesse aprire bocca, lo fissava sperando pronunciasse quelle parole. Contemporaneamente in quel momento capì quanto Jenny avesse ragione. Lui dopo qualche attimo pronunciò qualche parola. Era visibilmente emozionato. Disse “Sara devo dirti una cosa”. Attimo di silenzio. “Io ti…” ma non riuscì a finire la frase che lei gli saltò letteralmente addosso. Lo baciò con molta più vivacità rispetto al loro primo bacio. Ma la passione era maggiore. Si amavano e volevano dimostrarlo l’uno all’altro. Le loro lingue erano come impazzite. Impazzite d’amore. Dopo quel bacio, che durò poco più di un minuto, lui si ricompose. Prese fiato e gli disse finalmente che l’amava. Lei fece lo stesso. Si abbracciarono. Lui la riguardò negli occhi e le chiese se volesse stare con lui, lei non esitò a rispondere con un semplice si. Non parlarono più per il resto del pomeriggio. Si baciarono e stettero abbracciati per diverse ore, finchÈ non tornarono a casa e si salutarono. In effetti quello è stato il loro appuntamento più silenzioso in assoluto. Ma questo perchÈ non servivano chissà quali parole per descrivere ciò che provano. Le loro labbra, i loro abbracci parlavano per loro. Sara stava veramente bene insieme a Fabio. Si divertivano sempre insieme. Quando era l’occasione Fabio sapeva essere anche romantico e molto dolce con lei. Si fidavano uno dell’altro. Sara riusciva a concedergli anche i giusti spazi a Fabio per stare con gli amici. Insomma erano in grande sintonia. Una sera ad esempio, alla festa della città , erano previsti i fuochi d’artificio offerti dal comune. Fabio, in quell’occasione, riuscì a trovare un luogo appartato in cui si poteva godere di una bella visuale dei giochi pirotecnici senza dover essere in mezzo alla folla. Fu molto gentile a trovare inoltre delle sedie e a portare una bottiglia di spumante. Era una situazione molto romantica che destò un certo effetto a Sara. Lei rimase molto colpita di questo gesto e decise di ringraziarlo promettendogli che avrebbero finalmente fatto l’amore di lì a poco. Lui subito gli disse che non aveva fretta e che non dovevano farlo per forza. Ma lei aveva tutte le intenzioni di premiarlo per tutti i gesti carini che gli aveva fatto. Infatti Sara sapeva che lui desiderasse fare sesso con lei già da tempo anche se non aveva mai voluto ammetterlo per non metterle pressione. Sara oltretutto si sentiva pronta per compiere questo passo. Lo amava tanto e voleva amarlo in tutti i modi possibili. Nonostante lui le avesse chiesto più volte se era sicura di quello che volesse fare, decisero di vedersi un pomeriggio a casa di lei, mentre i suoi genitori erano lontani da casa. In questo modo avrebbero potuto stare insieme per molto tempo e concentrarsi solo su di loro e il loro amore. Un paio di ore prima dell’arrivo di Fabio, Sara volle rendersi presentabile per l’importante incontro. Si fece quindi una lunga doccia per scaricare il nervosismo che giustamente aveva. Si fece anche la ceretta alle gambe, all’inguine e nella zona genitale. Decise anche di utilizzare il perizoma che, per scherzo, le sue amiche gli avevano regalato al suo compleanno. Tutto questo lo fece per lui. PerchÈ voleva essere bellissima e aveva tutta l’intenzione di eccitarlo affinchÈ lui la desiderasse con tutto il suo corpo. Quando suonò il campanello il cuore di Sara iniziò a battere sempre più forte per l’emozione. Quella sarebbe stata la prima volta per lei. Lui lo aveva già fatto un paio di volte. Perciò Sara immaginò che sarebbe stato lui a prevalere su di lei e decidere come doveva svolgersi l’intero atto sessuale. Andò ad aprire a Fabio, il quale appena la vide non seppe dire altro che “Wow”. Era bellissima. Aveva comprato una vestaglia che la rendeva incredibilmente sexy. Fabio quasi non riusciva a riconoscerla. I capelli sciolti, lucenti, sensuali. Il vestito che riusciva a coprire una minima parte delle sue gambe. La scollatura da capogiro. Tutto ciò stordì Fabio che non si aspettava che aprisse la porta una simile bellezza. Anche lui era vestito bene. Indossava una camicia nera, un po sbottonata, e jeans neri. Molto semplice ma di grande eleganza ed effetto. Lei lo accompagnò sul divano. Gli offrì un bicchiere d’acqua, perchÈ in quel momento ne aveva molto bisogno. Poi le si avvicinò a lui, gli sussurrò all’orecchio “6 pronto?” e mentre lui stava annuendo lo baciò. Lei stava sopra di lui in ginocchio sul divano, mentre lui era seduto e la abbracciava. I capelli di lei coprirono i loro visi, mentre lei continuava a baciarlo con crescente intensità . Entrambi, prima di vedersi quel giorno, pensavano che sarebbe stato lui a prendere in mano la situazione. Invece perfino lei era sorpresa di riuscire a “comandare” su di lui. Probabilmente l’amore, il desidero e la passione erano talmente forti da spingerla a comportarsi in quel modo. Poco male per Fabio che durante quei baci era incredibilmente eccitato da lei e ogni secondo che passava la desiderava sempre di più. Quando si staccarono per prendere fiato, si guardarono negli occhi come erano abituati a fare, ci fu un cenno di intesa in quel momento. Lei si allontanò di qualche centimetro e iniziò a togliersi la vestaglia, ma lui la bloccò. Gli disse che voleva toglierle lui i vestiti e che lei avrebbe dovuto fare lo stesso con lui. Sara acconsentì e si fece spogliare con grande lentezza, così che rimase in reggiseno e tanga. Toccò quindi a lei spogliarlo. Gli sbottonò la camicia con grande tranquillità e sempre con la velocità dovuta per rendere il tutto più sensuale. Lui quindi rimase coi jeans e sebbene non avesse un fisico muscoloso era comunque seducente. Lei però non si fermò. Proseguì nello svestirlo. Gli tolse i jeans così da riuscire a vedere l’eccitazione di lui dietro i boxer neri. Prese in mano la virilità di lui e iniziò a massaggiarla dolcemente utilizzando, a intervalli, la bocca. A un certo punto lui reagì. Non voleva concludere lì il loro rapporto. Quindi la prese in braccio la distese sul tappeto e le tolse il reggiseno. La baciò su tutto il corpo partendo dalla bocca, passando per il collo e si fermò sui capezzoli duri di lei. Le succhiò dolcemente il seno mentre lei iniziava ad agitarsi e a fremere. Successivamente proseguì baciandola sulla pancia e accarezzandogli l’ombelico. Si fece strada verso il basso ventre di Sara togliendoli delicatamente il perizoma. Le aprì le gambe e la leccò con tutta la passione che aveva in corpo per preparala all’atto sessuale vero e proprio. Era molto abile. Sapeva con quella lingua giocherellare nei punti più sensibili di lei senza provocargli dolore ma solo il piacere più puro. Lei avrebbe voluto che quel momento non finisse mai. Ma lui dovette arrestarsi. Si alzò in piedi e prese qualcosa dalla tasca dei pantaloni. “ Cosa stai facendo?” gli chiese lei. “Non voglio avere figli” gli rispose “dammi un minuto”. Accipicchia. Se n’era quasi dimenticata. Aspettò pazientemente pochi secondi e lui tornò subito sopra di lei. “La prima volta fa male sicuramente un pochino ma poi vedrai che ti piacerà “ disse Fabio. Ma a lei non importava del dolore. Desiderava farlo con lui quel giorno. Voleva solo lui e nient’altro in quel momento. Lo sentì entrare lentamente e sentì una doglia molto acuta, ma non urlò perchÈ voleva continuare a farlo seppur facesse male. Non ci fu piacere in quegli attimi. Quando lui entrò completamente si fermò così che lei potesse abituarsi nel sentirlo dentro. Poi con molta lentezza si mosse e solo dopo che il movimento era più fluido, Sara sentì i primi piaceri. Il dolore si stava allontanando e godimento aumentava sempre di più. Quando Fabio vide che dalla faccia di lei sparì la smorfia di dolore che aveva all’inizio, decise di gradualmente aumentare la velocità . Lei non aveva mai provato un piacere simile finora. In quel momento pensava solo a lui. A quanto lo amasse e al fatto che finalmente lo possedeva. Non durò molto perchÈ si amavano talmente tanto che il loro piacere era troppo. Quando liberarono il loro piacere nel desiderato orgasmo lei urlò il nome di lui e sentì un immenso calore tra le gambe. Poco dopo anche lui venì, dentro di lei. I loro corpi si fusero tra loro. Sentirono entrambi un ondata di piacere grandissima. DopodichÈ si divisero e si stesero sul pavimento, sfiniti, uno di fianco all’altro, guardandosi a pochi centimetri di distanza. Non gli serviva dire quanto fosse stato bello. Lo sapevano entrambi. Gli bastava guardarsi per capire quanto gli fosse piaciuto. Si amavano e quel giorno non ci fu un solo momento in cui non si fossero amati. Quando recuperarono un po’ delle forze perdute si rivestirono e continuarono a passare la serata abbracciati sul divano guardando un film. Sara quel giorno comprese che quando stava con lui non esisteva più la ragazzina timida che passava inosservata. Ma era un’altra persona. L’amore che provava per lui era così grande da rompere le barriere della timidezza. Da quel giorno oltre alla sicurezza in sÈ stessa di Sara, anche il loro amore era aumentato. Il loro amore era destinato a durare per molto tempo. Di questo Sara poteva esserne sicura. Da quel intenso pomeriggio con Fabio, Sara cambiò molto. Più sciolta. Più disinvolta in qualche modo. Sembrava tutt’altra persona. La Sara di prima sparì. Fabio si accorse di questo, che, anzichÈ creargli dei problemi, rendeva ancora più bello il dialogo e il rapporto tra i due. Ciò accadeva perchÈ Sara non era solo felice quando stava con lui, ma anche quando era sola o con le amiche. Questo fu causa scatenante di ulteriore amore e quindi di ulteriore voglia di stare insieme, uniti. Dopo la prima volta Sara e Fabio lo fecero un paio di volte allo stesso modo. Sempre con la stessa romanticità e delicatezza. Ci furono, invece, altre volte che decisero di evitare di fare l’amore e stettero ore e ore nudi, l’uno abbracciato all’altro, a baciarsi, a dirsi quanto si amavano, perchÈ a volte non era necessario arrivare al sesso per dimostrare il proprio amore. Un giorno però furono entrambi invitati al matrimonio della zia di Sara. Seduti a pranzo Sara si alzò per andare al bagno e Fabio decise di accompagnarla. Quando lei stava per uscire dal bagno fece cenno a lui di entrare anche se quella fosse la sezione dedicata alle donne. Non c’era nessuno perciò Fabio accettò la proposta. Non sapeva perchÈ a Sara gli fosse venuta così quell’idea. Forse per rompere la noia della giornata. Forse perchÈ presa dall’adrenalina del rischio di essere scoperti. Fabio sapeva solo che la cosa era parecchio stimolate e che non poteva di certo rinunciare. Il primo dubbio che venne in mente a Fabio in realtà fu se avesse con sÈ o meno i preservativi. Ma venne subito rassicurato da lei, la quale gli estrasse dalla borsetta e glieli mostrò. DopodichÈ lei lo prese a sÈ con uno strattone, chiuse a chiave la porta in legno dietro di lui e lo spinse contro di essa. Lo baciò con forza inaudita, ma sempre con estrema sensualità . Iniziò a palparlo sotto la maglietta un po’ sudata. Poi avvicinò le mani alla cintura e gli slacciò i pantaloni con incredibile velocità . Molto lentamente gli abbassò i boxer facendo uscire quello che facevano fatica a contenere. Accarezzò con la lingua la punta per poco meno di un minuto, anche se a Fabio parse un eternità . Poi passò a succhiarlo aiutandosi con le mani che palpavano i gioielli molto delicatamente. Per Fabio furono momenti interminabili. Sembrava fosse entrato in trans. Dopo una decina di minuti si destò e la fece alzare. Gli sbottonò la camicetta e fece uscire un capezzolo dal reggiseno per stuzzicarlo con la lingua. Lei fece un sospiro quando lui passò la lingua bagnata sul suo seno. A quel punto sentirono entrambi dei rumori di passi entrare nel bagno femminile e successivamente delle voci. La coppia si guardò negli occhi con il cuore alla gola, ma erano troppo vogliosi per smettere. Infatti con un breve cenno d’intesa continuarono cercando di ridurre i rumori. Le voci poi sfumarono verso la sala da pranzo, ma a quel punto non se ne resero neanche conto, dato che erano molto presi da ciò che facevano. Dopo questi momenti, Fabio, impaziente le sollevò la gonna e si accorse che non indossava le mutandine. Con faccia stupita guardò lei, poi si guardò intorno e vide un paio di mutandine nere da donna appese vicino alla finestra. Lui la guardò e lei senza alcuna parola, con aria da furbetta, gli fece la lingua. Lui ancora più eccitato passò la sua mano tra le cosce di lei, mentre si baciavano in piedi l’uno di fronte all’altro. A un certo punto il dito di lui si fece più impavido e lei fece un sobbalzo. Lui continuò ad eccitarla finchÈ iniziò a sentire la sua mano bagnarsi. Allora la prese, la sollevò contro il muro dietro di lei, Sara intanto tolse dalla confezione il “palloncino” e glielo infilò con grande maestria. Lui la sollevò di nuovo e con un enorme sforzo la fece muovere sopra di lui. Un paio di minuti dopo era visibilmente stanco e lei decise di fermarsi e lo fece sedere sul coperchio del WC. Poi molto lentamente si sedette sopra di lui e iniziò a muoversi in senso verticale. Seppure sudati, avrebbero voluto che quegl’attimi di piacere non finissero mai. Però anche lei iniziava ad essere stanca, quindi decise di aumentare la velocità . Ad un tratto vennero entrambi. Lei si sfilò da lui e si girò per baciarlo così da concludere il rapporto in maniera molto romantica e dolce. Si presero entrambi alcuni minuti di pausa. Si asciugarono dove erano più sudati e si pulirono dove erano sporchi a causa dell’atto compiuto. Una volta sistemato, lui andò velocemente nel bagno degli uomini per rinfrescarsi il viso, mentre lei faceva lo stesso e si ritoccava il trucco sul volto. Quando furono pronti tornarono a sedersi. Alla domanda dove fossero stati in quel tempo, rispose lui senza pensarci due volte: “Si sentiva male e l’ho portata a prendere una boccata d’aria in giardino, ma ora sta meglio, vero amore?” “Si” rispose lei un po’ timidamente. Il rischio che avevano corso era piuttosto elevato perchÈ entrambi i genitori non sapevano che la coppia avesse anche una vita sessuale. Soprattutto i genitori di lei, che temevano accadesse l’irreparabile. Infatti lei era vincolata da regole dure per la sue età . Tornare al massimo alle 11 di sera, dire sempre con chi usciva, non potere uscire alla sera tutti i giorni, neanche in estate, erano alcuni dei limiti imposti dal padre e dalla madre di lei. Ma lei riusciva sempre a trovare lo spazio e il luogo per vedersi con Fabio e poterlo avere e abbracciare per qualche ora. Questo finchÈ Fabio non dovette andare a fare la stagione in negozio con suo padre. Tra i normali problemi femminili e il poco tempo a disposizione, i due innamorati facevano fatica a dimostrare il proprio amore a livello fisico. Lui stava per impazzire. Desiderava averla, ma non poteva dato che non avevano il tempo necessario. Lei si trovava quasi obbligata a massaggiarlo per farlo venire velocemente così da poter prolungare la sua astinenza dal fare l’amore con lei. Ma anche lei iniziava a sentire la mancanza di lui in maniera più fisica. Infatti mentre lui poteva avere un orgasmo in pochi minuti, per lei era necessario molto più tempo. Cosa che non avevano a disposizione e finivano solo col baciarsi, anche se a dir la verità con molta più passione nel caso, appunto, in cui non si vedevano da alcuni giorni. Dopo quasi una settimana che non si vedevano, lei era sul letto in reggiseno e slip a causa dell’afa notturna. Stava pensando a lui quando la sua mano passò quasi involontariamente tra le sue gambe, poi entrò nelle mutande e si passò il dito nella zona pelvica. Era molto bagnata e quindi eccitata. Aveva caldo e il suo corpo era gocciolante di sudore. Nonostante questo l’eccitazione gli fece coraggio e continuò a giocherellare col clitoide provocando diverse scosse lungo il tutto il corpo. Con l’altro dito si spinse leggermente in profondità tra le sue stesse gambe. Ad un tratto li venne in mente di quando lui succhiasse il suo seno,perciò decise di bagnarsi, contemporaneamente, i polpastrelli dell’altra mano con la sua lingua e poi di passali sui suoi capezzoli ormai duri. Ciò serviva per aumentare l’eccitazione. Malgrado cercasse di contenere i rumori per non insospettire i familiari, dalla sua bocca uscì qualche gemito. Man mano che le dita si facevano più impavide tra la sua femminilità , il corpo di lei si muoveva sempre di più. Il respiro leggermente più affannato. Le esili gambe che si incrociavano per poi allargarsi in modo confuso sperando di riuscire a percepire nuove sensazioni da quelle dita. Il sudore che scendeva dolcemente, a partire dalla fronte,lungo il dolce e morbido viso, passando per il collo, tra il seno tondo e seducente,per poi attraversare la pancia piatta con molta lentezza, fino ad accumularsi un pochino sull’ombelico. Da lì, come un piccolo laghetto, partiva qualche goccia che andava ad unirsi a quelle delle gambe nel punto del piacere di Sara. Dopo alcuni lunghi, lenti, deliziosi minuti Sara era come catapultata nel passato. Sentiva sopra di lei il corpo di Fabio e ricordava l’amore che in quel momento scorreva tra le vene di entrambi. Poco dopo venne. Un leggero “ah” uscì dalle sue labbra, un po’ soffocato, un po’ represso. A quel punto si calmò. Il corpo rimase immobile, continuando comunque a sudare. Tutta bagnata fece alcuni respiri profondi per abbassare il battito del suo cuore. Cercò refrigerio allungando il braccio verso la finestra, ma era ovviamente inutile. Andò quindi in bagno e si bagnò il viso e le braccia con acqua fresca. Mentre si rinfrescava gli passò per la mente il fatto che era la prima volta che si masturbava e lo ha fatto quasi inconsciamente. Gli venne inoltre in mente che aveva toccato molte volte le sue parti intime, ma che però non si era mai vista bene. Capì che si conosceva meno di quanto pensava. Considerò anche la possibilità che se lei si conoscesse di più avrebbe avuto anche dei risvolti positivi quando faceva l’amore con Fabio. Prese quindi uno specchietto e scoprì cose e reazioni che non conosceva e che effettivamente potevano essere utili. Fu quindi una notte positiva per Sara. La quale acquisì ulteriore sicurezza. Di tale sicurezza Fabio si accorse in pochi minuti. Finalmente erano riusciti a trovare qualche minuto per stare insieme. Ma non ne avevano molti a disposizione. Stavano distesi sul letto matrimoniale a casa di Sara e lei velocemente si stava spogliando seduta sopra di lui. Fabio era leggermente incantato nel guardare i suoi capelli che si muovevano mentre lei cercava di sfilarsi la canottiera. Quando lei gli disse “amore dai sbrigati” sbattÈ gli occhi e inizio a spogliarsi anche lui con grande frenesia. Saltarono i preliminari a causa del poco tempo, però Fabio dovette andare più lentamente del solito dato che lei non era adeguatamente pronta. Questa volta lui stette ai piedi del letto, in piedi, mentre lei stava distesa e con le gambe alzate sulle spalle di lui. Questa posizione Sara l’aveva pensata così che lei potesse sentire meglio lui. A questo lei ha aggiunto una cosa. Mentre lo facevano lei si toccava con la mano destra tra le gambe. Sembrava quasi avesse capito dove fosse più sensibile in quale punto voleva essere toccata. Nonostante l’inizio lento, il rapporto finì molto velocemente perchÈ lui la desiderava moltissimo e lei era stata eccitata nel modo giusto grazie anche a una conoscenza di sÈ superiore rispetto a prima. Quando vennero entrambi si rivestirono e si spostarono in salotto per sfruttare quegl’ultimi momenti per coccolarsi. Nonostante avessero appena fatto l’amore avevano ancora bisogno d’affetto. Il loro amore era puro e non si basava solo sul sesso come si può pensare. PerchÈ senza quelle coccole, quegli abbracci, quei baci, tutto quello che avevano fatto prima non aveva senso. Era tutto più bello dopo che si amavano anche a letto. Era speciale. Come era speciale il loro amore.

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