Carola



28 Dicembre 2009 Giacomox36    Letto: 26677 volte Lascia un commento Vai ai commenti

CarolaE’ trascorso quasi un anno da quel giorno ma il ricordo è così limpido che
sembra appena ieri.
Era un pomeriggio di novembre qui a Bologna, da qualche settimana faceva
un freddo esagerato, ricordo i marciapiedi e le pensiline sgocciolare
sui viali.
Avevo parcheggiato dove ero riuscito a trovare posto, non troppo distante dal
negozio verso il quale ero diretto.
I portici mi riparavano un pò dalla pioggia insistente e fitta, ricordo che
non avevo l’ombrello o come al solito lo avevo lasciato in auto quindi cercavo
di coprirmi alla meglio tirando sul il colletto della giacca di pelle.
Per evitare un sicuro raffreddore ho abbozzato una corsetta e finalmente
dopo qualche attimo arrivo al negozio, peccato che la corsa non ha fatto altro
che peggiorare la situazione, sono madido!

Entro come un lampo nel negozio, scuoto la giacca e i capelli grondanti di
pioggia e borbotto qualcosa:

- La miseria che tempo!

- eh, si è un diluvio li fuori – sottolinea una voce calda e calma
interrompendo i miei gesti stizziti.

Davanti a me una donna mora, sui quaranta, capelli lunghi, lisci e neri, viso
rotondo su cui spiccano come due zaffiri gl’occhi blu.
E’ vestita con un vestitino nero che l’avvolge perfettamente come se fosse
tatuato sulla sua pelle bianco latte.
In un attimo è un’esplosione di emozioni dentro di me,
sono irrimediabilmente affascinato, la vedo
stupenda, la sento complice.

Il clacson di un camion mi riporta bruscamente in quel negozio, mi ritrovo
umido, fermo e impreparato davanti a lei che mi guarda con occhi curiosi
e teneri.

- Sei entrato per ripararti dalla pioggia o sei interessato a qualcosa?

La sua domanda, accompagnata da un accennato sorriso, vorrei rispondere
che ho appena visto “qualcosa” di assolutamente interessante ma archivio questo pessimo
benchè onesto pensiero.

- beh, si in realtà sono qui per cambiare una camicia, è un regalo che ho
ricevuto e hanno esagerato un pò con la taglia.

Lei si china leggermente sul tavolo, sfila la camicia dalla busta, la apre e mi guarda:
- Credo proprio che ci voglia una taglia più piccola, quella che ti hanno regalato è per pesi massimi!
Sorridendo la mette via, si gira e va verso uno scaffale .
Seguo con lo sguardo la linea del suo corpo, vita stretta, fianchi mediterranei, gambe perfette!
Rimango quasi imbambolato dalle sue curve mentre lei mi sta già guardando con una nuova camicia in mano.

Questa volta si accorge del mio sguardo da “sbavone”…
- Forse è il caso che questa la provi, non vorrei che tu dovessi tornare a cambiarla ancora…
Mentre lo diceva sembrava divertita e io pensavo che sarei tornato, 100, 1000 volte in quel negozio soltanto per vederla ancora!

- Si, la provo subito
Vado verso lo spogliatoio, alle sue spalle, tiro la tendina e comincio a svestirmi.
Sono a torso nudo, mentre vedo la tendina muoversi…

- Senti, ho preso il rosso scuro della stessa camicia, ti va di provarla?

Non ho il tempo di rispondere che vedo la tendina aprirsi e lei li davanti a me.
Ho un attimo di imbarazzo, cosa che non vedo affatto nel suo viso mentre mi guarda mezzo nudo.

- Prova questa, secondo me questo colore ti dona di più,
chiude la tendina e mi lascia con la variante blu in mano, perplesso ma allo stesso tempo inaspettatamente eccitato.
Questa scena di strana intimità mi ha accesso un eccitamento che non sembra placarsi e ho qualche imbarazzo ad uscire dal camerino in queste condizioni.
Alla fine mi faccio coraggio, esco e mi specchio per vedere come mi sta la camicia.

Lei si avvicina, e da dietro osserva la mia immagine riflessa sullo specchio, dall’alto al basso i suoi occhi si posano proprio nella zona dell’imbarazzo, me lo guarda fisso per qualche interminabile secondo, io non so che fare!

Lei quasi per togliermi dall’imbarazzo dice subito qualcosa
- Il blu scuro ti dona proprio, non avevo dubbi.
Vuoi provare anche un jeans, quello che indossi ti va strettino…

Questa affermazione mi lascia basito, è un chiaro riferimento al mio uccello o sto immaginando tutto?
Nel dubbio sto al gioco e chiedo che mi porti un paio di jeans della mia misura.
Rientro nel camerino e tiro giu i jeans, con non poche difficoltà dato l’eccitamento in corso…
Mi guardo ed è proprio un’erezione di quelle toste, mi metto anche di profilo per poterla apprezzare meglio ma… vengo interrotto dall’ennesima entrata inaspettata in camerino.

Stavolta sono proprio in mutande, ma lei come prima sembra non curarsene, anzi mentre me lo fissa e mi porge i jeans sembra abbozzare un sorrisino.
A questo punto è chiaro, accetto la sfida:
- Scusa, ti spiace darmi una mano ad indossarli? Ho qualche problema di spazio…

Lei mi guarda, si avvicina e tenendo fissi i suoi occhi blu sui miei, mi afferra l’uccello e ta come una scossetta, una piccola torsione:
- Dobbiamo prima rimettere a posto questo se no non ti entreranno mai questi jeans.

Non ho neanche il tempo di replicare, con l’altra mano mi spinge indietro toccando la parete, si inginocchia davanti a me, tira giu i boxer, lo tira fuori con decisione ed avvicina la bocca alla cappella, il tutto mentre non smette un attimo di guardarmi negli occhi. E’ uno sguardo di sfida!
E’ una scena pazzesca che supera ogni mia fantasia erotica.
Quella donna stupenda conosciuta 20 minuti prima è inginocchiata davanti a me e sta per prenderlo in bocca!

Non c’è molto spazio per i pensieri, lei va dritta al punto, mi accarezza dolcemente gli addominali, quasi per mettermi a mio agio e poi comincia a massagiarlo e a succhiarlo lentamente ma con decisione.
E’ un movimento ipnotico, vedo la sue unghia scure avvolgere il mio pene alternarsi con le sua labbra carnose… sono in estasi, è un sogno ad occhi aperti.

E’ un’emozione troppo forte ed inaspettata, dopo qualche minuto sento già l’orgasmo arrivare.

- Aspetta…
Le dico con la voce profonda e sospirata dovuta al godimento.
Lei si ferma lentamente, mi guarda e sorride, ha capito che ero quasi al capolinea… si alza, si avvicina a me e quel sorriso si trasforma in un bacio appassionato.

Non resisto, le alzo il vestito e incrocio con le mani le sue autoreggenti, mi arrapo da impazzire!
Con un gesto deciso le tiro giu il perizoma, le sposto una gamba per farmi spazio e glielo sbatto dentro con una tale forza che finiamo per perdere l’equilibrio finendo nella parete opposto del camerino.

Lei si aggrappa alla tendina, io al sedile e in questo equilibrio instabile comincio a penetrarla con colpi violenti e ritmici, la sento godere, i suoi gemiti sono acuti e musicali, sembrano miagolii. Continuo senza sosta, fino a quando sento che lei sta per venire, la guardo mentre ondeggia sotto i miei colpi, ha gli occhi semichiusi, la faccia provata dal godimento e preso da quella visione non penso ad altro, libero il mio orgasmo e veniamo insieme nello stesso attimo.

Gli attimi che seguono sono pieni dei nostri gemiti e dall’odore di sesso che inonda il camerino. Cerchiamo di ricomporci, le do una mano ad alzarsi mentre raccolgo le mie cose.
Non ci sono parole, soltanto sguardi carichi di complicità…
Lei in pochi minuti è sistemata, richiude la tendina e torna nella sua postazione.

Io mi rivesto velocemente, metto tutto dentro una busta ed esco dal camerino. Vado verso di lei, le sorrido:

- Non ho avuto modo di provare i jeans ma credo che vadano bene, li prendo

Lei ricambia il sorriso, piega i jeans li ripone in una confezione e me li porge:
- Questi te li regalo io, così sono certa che tornerai a trovarmi.

Non ho il tempo di rispondere che qualcuno entre in negozio

- Carola, buongiorno, ma hai visto che tempaccio oggi

Una donna sulla 50ina con tono di chi è li di casa, si avvicina e la bacia affettuosamente.
Carola, ricambia mentre mi guarda con occhi teneri.

Capisco che è il momento di andare:
- Allora grazie di TUTTO e ci vediamo presto, le dico con tono di circostanza.

- Grazie a lei e a PRESTO, risponde lei.

Esco dal negozio, tramortito ma ancora carico di emozioni, è stata la mezzora più intensa della mia vita.

  1. marea
    2 Gennaio 2010 a 12:20 | #1

    molto molto carino

    io ne ho altri due da pubblicare appena possibile lo farò

  2. Petruccio
    6 Gennaio 2010 a 11:06 | #2

    Vorrei conoscere l’indirizzo di quel negozio, per farmelo ciucciare anche io, tra le gambe, per poi impalarla con il mio pene in erezione!

    Davvero un bel racconto! Me lo ha fatto andare il tiro, l’uccello!

    E’ questo, o no, lo scopo dei racconti erotici? Eccitare e stimolare fantasie “concrete”? Cosa ne dice quel bel maschio dell’autore, che certamente la sa lunga in fatto di sveltine?

  3. Giocomox36
    6 Gennaio 2010 a 12:03 | #3

    Grazie per i commenti,
    l’indirizzo è top-secret, la linea tra reale e immaginario è sottile ma non si deve oltrepassare :)
    Sono d’accordo, esprimere emozioni e stimolare le fantasie è lo scopo con cui scrivo, se i racconti riescono ad eccitare allora hanno raggiunto il loro obiettivo.

    Ma tu Petruccio perchè non scrivi qualcosa?

  4. Petruccio
    6 Gennaio 2010 a 15:41 | #4

    Mi piacerebbe scrivere, ma non credo di essere capace. In ogni caso mi piace leggere le vostre storie e masturbarmi. L’effetto è assicurato, specie se le storie sono verosimili.

    Ma anche io vivo nella realtà e con le mie compagne di turno mi aiuto con le fantasie erotiche, il sale del vero sesso. Non credi?

  5. Giocomox36
    6 Gennaio 2010 a 19:55 | #5

    La fantasia e le “proiezioni” erotiche sono la scintilla che non deve mai mancare in una coppia.

    Beh potresti provare a leggere i racconti insieme alla tua compagna e vedere cosa accade ;)

  6. Petruccio
    6 Gennaio 2010 a 22:59 | #6

    Stasera abbiamo provato! Anche lei si è eccitata e abbiamo fatto sesso orale. Lei mi ha preso il cazzo in tiro, e me lo ha succhiato come una “pompinara”!.

  7. jem
    2 Febbraio 2010 a 23:59 | #7

    sono tutta bagnata bel racconto

  8. Giocomox36
    3 Febbraio 2010 a 8:22 | #8

    Grazie Jem,

    se ti ha suscitato questa eccitazione significa che ha toccato le “corde” giuste.
    Perchè non scrivi qualcosa anche tu? Sarei curioso di leggerti!

  9. lisa
    3 Luglio 2010 a 13:28 | #9

    mi sono bagnata un sacco.. davvero un bel racconto..

  1. Nessun trackback ancora...
Security Code:


Condizioni d'uso del sito e tutela della privacy
Queste pagine contengono racconti erotici destinati ad un pubblico adulto, sessualmente interessato e mentalmente stabile. Se sei minorenne o se pensi che il loro contenuto possa offenderti non proseguire. Il contenuto dei racconti è da considerasi di pura fantasia, riferimenti a fatti e/o persone è da ritenersi del tutto casuale. La Redazione di RaccontiHard.com compie ogni ragionevole sforzo per assicurare che i materiali ed i contenuti pubblicati dagli autori nel presente sito siano attentamente vagliati ed analizzati allo scopo di garantire che nessuno dei racconti possa ledere l'immagine o possa causare danno a chiunque. Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito. Pertanto La Redazione di RaccontiHard.com non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati. I racconti riportanti informazioni su luoghi o persone in modo specifico e riconducibili a posti o persone reali non verranno pubblicati. Il proprietario del dominio declina ogni responsabilità per il contenuto degli scritti e le opinioni espresse nei commenti, che sono di esclusiva responsabilità degli autori.