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Il bus



11 Febbraio 2010 Poesia e Racconti    Letto: 62938 volte Lascia un commento Vai ai commenti

appena puoi chiamami……..spari così, elena, una donna semplicemente porca….elena e il bus, numero 184, quello che mi portava a scuola tutte le mattine. Un pullman sempre affolato, partiva dalla stazione già pieno e percorreva mezza città, ogni dì lo prendevo e conoscevo quasi tutti, tranne lei, elena.
Salì a metà strada, io ero appoggiato ad un palo, con il vecchio walkman che sparava a mille un canzone dei CURE, non sentivo niente ma quando è apparsa lei la musica ebbe un cedimento come le mie ginocchia……aveva un grosso paia di okkiali scuri, la pelle era bianchissima ed i capelli scendevano lunghi come un silenzioso fiume, corvini…..soffici …..teneri come le sue immense labbra, enormi e rosse porpora. Aveva un gonna leggera, e una minuta borsa nera…….salì velocissima, mi guardò e si girò di spalle……ripartimmo, la calca era enorme ed il fetore anche ma inebriava il suo profumo che usciva dalla chioma folta di lei…..ero drogato, la guardavo e l’annusavo come un animale….sentivo nei pantaloni lo sbottare del cazzo, divenuto enorme, turgido….avevo il naso su i suoi capelli…..troppa gente….troppa……poi un colpo del bus, una frenata, spintoni e contro spintoni e mi ritrovai il suo culo stampato sul mio cazzo, stretto nei jeans ma duro da farsi sentire…..Si girò per chiedermi scusa, una voce leggermente rauca…….un suono sibillante però, acuto che penetrò nel mio emisfero ormai già sconvolto…..non risposi, girò leggermente il capo e sorrise……intanto non riuscivo a placare l’eccitazione…..mi spinsi ancor di più verso di lei………ebbe un piccolissimo sussulto, rigirò dinuovo il capo per guardarmi e stavolta non sorrise……era caldo, morbido e lineare….che culo aveva elena…….lo sentivo, ma volevo toccarlo con le mani, mi mancava il coraggio, pensavo alla sua reazione se fosse stata negativa, tentennavo……ma il cazzo era sempre più duro, e lei sempre più stretta e me…….un altra fermata, altra gente che saliva e scendeva, davanti a lei si era liberato un posto, un signor galantuomo gli cedette il passo…..pensai che era finita..si distacco un pò….ma invece di sedersi e ringraziando per la gentilezza si girò con tutto il corpo verso di me, esclamando: NO,GRAZIE SI SIEDA LEI…….porca, pensai in mente…….avevo il suo fiato sulla mia bocca………………………a presto per il continuo. baci

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