Nicole
Autrice: Liana – Leggi altri racconti di questa autrice

Il tempo trascorre. Finalmente la discoteca entra in funzione. Ci spostiamo. Andiamo ad occupare parte delle poltrone della prima fila di tavoli che circonda la pista da ballo. Renée ci informa che la discoteca viene aperta al pubblico solo il sabato sera. Mi guardo intorno. La discoteca incomincia a riempirsi. L’atmosfera incomincia a farsi eccitante. Vedo molti giovani tra i 18 e i 30 anni. C’è anche Caterine. Al suo tavolo ci sono anche Olimpia, un ragazzo ed una ragazza. Sono tutti carini. Le ragazze sono tutte ben formate, in particolare le hostess di spiaggia. Tutte suscitano voglie. I loro corpi sono proporzionati agli attributi che hanno. Gli uomini invece hanno fattezze diverse. Ci sono fustacci e mingherlini. I piselli, da quanto ho potuto vedere, non rispecchiano i loro proprietari. C’è un tipo magro che ha un cazzo tra le gambe che, una volta rizzato, deve essere impressionante. Tra questi ragazzi si annovera la coppia che vorrebbe portare a letto Federica. Poi ci sono i più maturi compresi tra i 31 e i 50 anni. È la categoria dove si trova la donna dell’ascensore. Tra loro ci sono belle donne e uomini, diciamo, fatti. C’è anche una donna che attira molti sguardi. È una cannonata. Ha un fisico asciutto ed un corpo da far invidia. Un seno che nonostante l’età è bello tondo con due capezzoli abbastanza grossi. È piacevole guardarlo. E che culo. Chiedo a Renée se la conosce. La vikinga ride. Si alza dal tavolo e va da questa donna. Le mormora qualcosa all’orecchio e insieme vengono al nostro tavolo. “Andrea, Federica vi presento mia suocera.” Restiamo a bocca aperta. Siamo sorprese. Nonostante l’età, è un gran pezzo di fica. È alta 1,80 cm. Ha gli occhi grandi di un castano scuro. Anche i suoi capelli sono castani e tagliati corti. Un viso semi tondo con zigomi alti e bocca grande e carnosa. Spalle larghe e lunghe braccia. Il seno è un capolavoro. Deve essere un terza taglia. Deve essere ancora ben sodo anche se gli pende un poco in avanti. Ha due capezzoli scuri che sembrano due grosse more. Sono dritti. È eccitante. Un ventre piatto. Due lunghe gambe sorreggono un culo ben modellato. Come la nuora ha una folta selva di peli tra le gambe che le nascondono la fica. “Signora, scusatemi, non immaginavo che Renée avesse una suocera così bella e avvenente. La mia meraviglia è più forte perché so che suo figlio non è d’accordo a che si mostrino le proprie nudità anche se in luoghi riservati.” “Un complimento fatto da una donna bellissima qual è lei è ben accetto. Mi creda quando dico che è bellissima. Lei sta attirando su di se molti sguardi. Se non le dispiace anche il mio. Mio figlio è un falso moralista. A lui piace guardarmi nuda. Diverse volte l’ho sorpreso a spararsi seghe con mie fotografie di nudo proiettate sullo schermo del PC.” “Nicole, non me lo hai mai detto.” “Scusi se la chiamo per nome. E lei, Nicole, non ha mai fatto un pensierino?” “Oh! Sì l’ho fatto e l’ò fortemente desiderato. Ma non ho mai avuto il coraggio di concretizzarlo. Sono convinta che anche lui mi desideri. Ancora oggi guarda le mie foto di nudo integrale che puntualmente provvedo ad inviargli via e-mail sul suo PC sperando in un suo assalto.” “Nicole, stai dicendo che hai pensato di giocare con tuo figlio, mio marito, e non l’hai fatto per mancanza di coraggio. Ti rendi conto che la tua rinuncia mi ha tolto la gioia di averlo nel mio letto insieme a tuo nipote. Oggi anche tu avresti due uomini che ti avrebbero sollazzato.” “Renée, tua suocera sa di te e di tuo figlio? E perché dici che anche lei avrebbe avuto due uomini?” “Andrea, mio figlio entra anche nel letto della nonna.” “Ecco un’altra socia per il nostro club. Nicole, lei deve aiutare sua nuora a realizzare il sogno di avere il figlio e il marito nel proprio letto.” “Come posso aiutarla?” “Violenti suo figlio. Lo chiavi. Farà un favore a sua nuora ed a se stessa. Lei viene qui per eccitarsi e per avere qualche avventura. Non dica di no perché i suoi capezzoli la tradiscono e anche quello che le cola tra le gambe. A casa ha due maiali su cui scaricare la propria libidine e senza ricorrere all’esterno.” “Ha ragione. Seguirò il suo consiglio.” “Le suggerisco di farlo al più presto le armi non le mancano.” “Nicole, se lo farai ti sarò per sempre riconoscente. So che mi ami, che vuoi il mio corpo. Verrò a visitare il tuo letto e qualche volta lo farò insieme a tuo nipote.” “Lo prometti?” “Sì! Stasera ti darò un anticipo. Ballerò con tè. Ora, se vuoi, puoi anche lasciarci.” Nicole si avvicina e mi da un bacio. “Grazie.” “Nicole la posso invitare a ballare?” “Sarò contenta di sentire il suo corpo contro il mio.” Si allontana. “Renée, tua suocera si fa chiavare da tuo figlio, vuole entrare nel tuo letto, desidera farsi montare da suo figlio che è tuo marito e tu con il problema che hai la tieni lontana. Ma sei scema? A mio parere questo club è il tuo rifugio. Quando verrò io molte cose dovranno cambiare. Dovrai pensare più a te stessa.” La serata è avanzata. Già molti balli si sono conclusi. Ho ballato con Renèe e con Olimpia. Ho stretto il corpo di Caterine contro il mio ed ho avuto modo di verificare quanto fosse sodo. Ho palpato le sue tette strappandole gemiti di piacere. Le ho detto che desidero esplorare il suo corpo, che la voglio nel mio letto. Mi ha risposto che anche lei brama di stringere il mio corpo fra le sue braccia. Ci siamo promesse di incontrarci a casa mia. Ho ballato con Nicole che mi ha sussurrato in un orecchio il suo desiderio di avermi. Ho danzato con ragazzi che hanno innalzato i loro pennoni premendoli contro il mio ventre. Uno di loro ha anche goduto imbrattandomi il ventre del suo sperma. Adesso c’è musica lenta. Federica mi prende per mano e mi guida sulla pista da ballo. Mi cinge il collo con le sue mani ed iniziamo a ballare. Io ho le mani sui suoi fianchi e la stringo contro di me. Il suo seno si schiaccia contro il mio. Sento i suoi capezzoli spingere contro le mie tette. “Andrea, ti amo.” “Oggi ti sei divertita con Olimpia? È brava?” “E’ una favola. E quel clitoride. È un sogno succhiarlo. Anche lei è stata fenomenale. Mi ha fatto raggiungere parecchi orgasmi. Sono venuta un sacco di volte. Con Renée com’è andata?” “L’ho fatta svenire. È una che ha navigato molto. Ha visitato diverse barche e l’ha dimostrato.” “Davvero è svenuta? Hanno ragione Ivan e Olimpia. Quando ti scateni sei un uragano. Con me però non ti sei mai scatenata.” “Perché ti amo. Con te sono dolce.” “Qualche volta usami violenza. Fammi svenire. Guarda c’è Caterine che sta ballando con Olimpia. Tua figlia ha la testa sulle tette di Caterine e le sta baciando.” Mi giro e le vedo. Anche un’altra coppia sta ballando. È Renée con sua suocera. Una mano di Renée è tra le gambe di Nicole. La suocera ha la testa abbandonata sulla spalla della nuora. Ha gli occhi chiusi e la bocca semichiusa. Ogni tanto si vede la lingua leccarsi le labbra. Sta godendo. Renée la sta masturbando. Prendo l’iniziativa e faccio lo stesso con mia figlia. Le introduco le dita nella vagina e comincio a chiavarla. Federica ha un sobbalzo. “Mamma?” Lascia il collo e mi circonda le spalle con le braccia. Mi stringe contro di se. Mi guarda negli occhi. La sua bocca si schiude. La lingua passeggia sulle sue splendide labbra. “Si! Fammi godere.” I suoi capezzoli si sono induriti. Sono due chiodi che premono contro le mie tette. Con una mano aggiusta prima una tetta e poi l’altra. Ha fatto in modo che i suoi ed i miei capezzoli entrino in contatto. Adesso siamo in due ad avere i capezzoli duri e che premono gli uni contro gli altri. Federica allarga le gambe e si dondola con il bacino. Quella posizione mi permette di avere meno difficoltà nei movimenti delle dita. Ha la testa sulla mia spalla. “Andrea, è magnifico. Sto venendo.” Poggia la bocca sulla mia spalla e urla. Il grido è in parte soffocato contro la mia spalla ed in parte si perde tra le onde sonore del disco che suona. “È stato bello. Ho goduto ballando. Andiamo a sederci.” Anche Renée e Nicole smettono di ballare. Olimpia e Caterine si avvicinano. “Andrea, mia suocera si è convinta. Ha detto che in una settimana porrà rimedio al suo errore.” “Ho visto, mentre ballavi con lei, quale argomento hai usato per convincerla.” “È stato così palese?” “Stai tranquilla. I giochi delle luci psichedeliche hanno nascosto la tua manovra. Io me ne sono accorta perché ho visto il viso di tua suocera.” La serata e gran parte della notte la trascorro ballando. Passo dalle braccia delle mie due figlie a quelle di Renèe e di Nicole. Ho più volte il piacere di stringere contro i miei seni anche il favoloso corpo di Caterine. Nelle prime ore del mattino, dopo un ultimo e stretto ballo con Nicole, faccio ritorno a casa. Due giorni trascorrono. Poi un mattino alzo la cornetta del telefono e compongo il numero del Club. Mi risponde la centralinista. Le chiedo di Renée. Un minuto e me la passa. “Ciao Andrea. Stai bene?” “Ci vediamo tra poco.” “C’è anche Nicole. Vorrebbe parlarti.” “Sto arrivando.” Di cosa vuole parlarmi la suocera di Renèe lo intuisco e francamente mi piace fare due chiacchiere con Nicole. Arrivo al club in meno di un’ora. Renèe e Nicole mi aspettano nell’ufficio della direzione. Un ragazzo mi accompagna. Bussa alla porta e va via. Una voce mi dice di entrare. Entro. Renèe è in bikini ed è seduta sulla poltrona. Nicole sta dietro Renèe. Tiene le mani infilate nel reggiseno della nuora. Le sta palpando i due meloni. Si notano le forme delle dita che giocano con i grossi e turgidi capezzoli. In questi due giorni suocera e nuora finalmente hanno approfondito la conoscenza dei loro corpi. “Nicole vuoi parlarmi? Renèe mi dici in quale stanza possiamo appartarci?” “Potete andare nella stanza di mia suocera. Lì sarete tranquille. Darò ordini di non disturbarvi.” “Andrea, vieni ti faccio strada.” Nicole smette di palpare le tette della nuora e si avvia verso la porta. Quando mi passa davanti devo alzare gli occhi per guardarla. Il mio sguardo cade sul suo seno coperto da uno striminzito reggiseno e subito dopo su un triangolino di stoffa che le copre a stento la fica. Stendo un braccio e con la mano le carezzo il culo. E’ sodo. Si gira, mi guarda e sorride. Prende dall’attaccapanni un pareo giallo e lo avvolge intorno al suo splendido corpo. Usciamo dalla stanza. Sulla soglia sento la voce di Renèe che mi dice: “Andrea, sono nelle tue mani.” Attraversiamo la recption. Raggiungiamo la stanza di Nicole. Entriamo. Appena dentro Nicole lascia cadere il pareo sul pavimento. Si gira verso di me. Afferra le mie braccia con le sue piccole e forti mani e mi attira contro di se. Mi circonda con le sue braccia in una forte stretta. Mi fissa con quei suoi grandi occhi luccicanti e carichi di desiderio. “Andrea…” La sua bocca è sulla mia. Dischiudo le labbra e lascio che la sua lingua entri nella mia cavità orale dove trova la mia lingua pronta ad ingaggiare un lungo e piacevole duello. Ha una lingua come quella della nuora. Mobile e dura. Ho la sensazione che mi stia fottendo la bocca. La sta usando come se fosse un cazzo. Il bello è che a me piace. Succhio quella lingua come se fosse un pene. Quel bacio dura parecchi minuti. Quando smettiamo ho un ruscello che cola lungo le mie cosce. Abbasso lo sguardo sul suo striminzito tanga e noto che anche il suo è inzuppato e un rivolo di liquido limaccioso le scorre sulle cosce. Siamo entrambe al massimo dell’eccitazione. L’allontano da me. “Fatti guardare.” Lei toglie il reggiseno e si sfila il tanga. Resta nuda, in piedi, davanti alla porta-finestra. La luce del sole si infrange sul suo corpo. Sto guardando una statua. “Il tuo è un fisico di una donna che ha almeno 30 anni. Hai un corpo bellissimo. Il tuo seno con quei grossi capezzoli e le rotondità del tuo culo fanno invidia alle più belle ragazze del club. Nicole gli uomini farebbero a gara per possederti. Sono sicura che gli stalloni che conosco ti monterebbero e ti cavalcherebbero fino a sfiancarti. In particolare il tuo culo farebbe felice il più mandrillo di loro. Tra poco ti stringerò tra le braccia. Voglio assaporare il tuo corpo come farebbero cento uomini. Non un cm2 mi sfuggirà. Non muoverti. Resta in quella posizione. “Andrea, lascia che sia io a spogliarti.” Dopo un attimo di silenzio… Nicole si avvicina. Si porta alle mie spalle. Con due dita aggancia la zip e la fa scorrere verso il basso. Afferra i lembi del vestito con le dita e lo sfila facendolo scivolare sul pavimento. Non può togliermi le mutande perché non le porto. Si allontana e resta a guardare le mie natiche. “Andrea hai dei glutei meravigliosi.” Si avvicina alle mie spalle, introduce le braccia sotto le ascelle e le fa incontrare sul mio seno. Indosso un reggiseno con la chiusura sul davanti. Lei lo sgancia e lo lascia cadere. Con le mani afferra le tette e le comprime. Sento i suoi capezzoli premere contro la mia schiena. Sono due chiodi. Il suo pube è contro le mie natiche. Abbassa la testa sul mio collo e lo morde. Un gemito mi esce dalla bocca. Le mie labbra sono dischiuse. Nicole continua a leccarmi ed a mordermi il collo. Non resisto. Mi giro verso di lei e le introduco la lingua in bocca. Porto le mani sulle sue mammelle e le artiglio i capezzoli con le dita. Li strizzo forte. Li tiro in avanti. Li torco fino a fargli fare quasi un giro su loro stessi. Grida per il dolore. Non mi importa. Si lascia andare all’indietro e cade sul letto. Nella caduta trascina anche me. Mi ritrovo distesa su di lei. La sua bocca tiene prigioniera la mia lingua. La succhia, la lecca, l’avviluppa. Non la lascia. Io voglio assaggiare il suo corpo e lei non me lo lascia fare. Porto una mano tra le sue cosce. Mi faccio strada tra i suoi peli e raggiungo la fica. Con le dita la penetro ed afferro il clitoride che è grosso e duro. Lo strizzo tanto da farle male. Emette un grido di dolore. Ne approfitto per liberare la mia lingua da quella splendida cavità orale e porto, veloce, la bocca sulle sue tette. Sono sode e lisce. Le bacio. Afferro un capezzolo con le labbra e succhio. La sento mugolare. Sposto la bocca sull’altro capezzolo non trascurando di portare la mano libera sulla tetta rimasta svettante nell’aria e artigliandole il capezzolo. Per diversi minuti gioco con quelle due splendide tette e questo mentre la mia mano le titilla il clitoride. “Si! Andrea, continua così, non fermarti.” A me preme soprattutto fare conoscenza con la sua vulva. Lascio le tette e facendo vibrare la lingua sulla sua pelle vellutata scendo fino a raggiungere la selva di peli. Nicole allarga le gambe e le tira su. Con le mani afferra le ginocchia e le dilata. Attraverso i peli vedo il colore roseo della sua vagina. Appoggio la bocca sulla selva di peli e con la lingua vado in cerca dell’orifizio vaginale. Lo trovo e mi introduco dentro. È pieno di liquidi. Li lappo e contemporaneamente le lecco le pareti. Con le labbra imprigiono le piccole labbra della sua grossa vulva. Le succhio e le lecco. Sono squisite. La sento tremare. Sta raggiungendo un orgasmo. Lascia le sue gambe ed afferra la mia testa. La comprime sulla sua fica. Lancia un grido e viene. È un fiume. Lo bevo. L’asciugo. Sposto la bocca sul clitoride e lo imprigiono. Lo lecco e lo succhio. Le faccio un pompino. Nicole si dimena. La tengo ferma con le braccia avvinghiate alle sue cosce. Porto una mano sulla sua fica. La chiudo facendola prendere la forma di un cuneo e la penetro. Piano, dolcemente la chiavo. È troppo per lei. Ulula come una lupa. Gode. Ha orgasmi uno dietro l’altro. Viene. La sua produzione di miele è tanta quanto uno sciame d’api riesce a produrne in una intera stagione. A fatica riesco a lapparlo ed a ingoiarlo. Mi sollevo e mi siedo su una poltrona aspettando che si riprenda. “Andrea, alla mia età non credevo si potesse raggiungere questo livello di estasi. Tu lo hai reso possibile. Vorrei ripagarti della stessa moneta ma penso di non essere alla tua altezza. Tu sei unica. Te lo dice una che ha navigato parecchio. Nemmeno gli uomini con cui ho giaciuto sono riusciti a tanto.” “Perché hai avuto uomini che volevano solo il tuo corpo. Non ti hanno amata. Nicole, conosco dei cavalieri che ti farebbero svenire. Uno di questi è mio “genero” nonché padre di tre dei miei figli. Gli altri due sono mio nipote Gino e mio figlio Nando.” “Andrea da quando dici debbo dedurne che ti sei lasciata cavalcare da tutti e tre?” “Sì! Vorrei che li conoscessi. Tu, invece con tuo nipote mi racconti come è cominciato. È stato lui a venire da te?” “Sì! Fu lui a prendere l’iniziativa. Era d’estate, una giornata afosa, grondavo sudore da tutte le parti. Il vestito si appiccicava al corpo e metteva in evidenza le rotondità del mio seno e la turgidità dei capezzoli. Non avevo il reggiseno. Stavo seduta sul divano insieme a Renèe. Di fronte, sulle poltrone, stavano mio figlio e mio nipote. Mio figlio mi guardava con occhi carichi di desiderio. Sperai in un suo approccio. Invece invitò la moglie a raggiungerlo in camera da letto cosa che Renèe, sapendo a cosa andava incontro, si precipitò a soddisfare la richiesta del marito. Mi aspettavo qualche reazione da parte del figlio. Sapevo che scopava con la madre. Li avevo visti. Ero gelosa del loro rapporto. Loro si ed io no. Guardai mio nipote e notai che il suo sguardo si spostava dal mio seno alle mie gambe. Il suo respiro si fece affannoso. Guardai tra le sue gambe e notai un grosso gonfiore. Capii che il motivo del suo stato ero io. Per evitargli ulteriore imbarazzo mi alzai e mi ritirai nella mia stanza. Passarono pochi secondi. La porta si aprì e mio nipote entrò in camera. Si avvicinò mi prese per le spalle e mi guidò verso il letto. Mi fece chinare in avanti, mi sollevò il vestito, mi strappò le mutande e cominciò a baciarmi i glutei. A nulla valsero i miei tentativi di allontanarlo. Andrea, ti giuro che non volevo che accadesse. Io volevo mio figlio. Non gridai per evitare che mia nuora e mio figlio sentissero. Lui mi immobilizzò. La sua lingua spaziava sul mio culo. Si insinuò nel solco che separa le natiche e raggiunse lo sfintere. Lo leccò. Leccò il buchetto. Per quanto potè lo penetrò. La mia resistenza si affievoliva sempre di più. La sua lingua raggiunse la mia micina ed io mi abbandonai. Il desiderio e la libidine prevalsero. Incominciai ad implorarlo di non smettere, di continuare, di chiavarmi. E lui lo fece. Erano anni che un fallo non visitava la mia pussy. Quando il cazzo di mio nipote penetrò la mia fica fui sverginata per la seconda volta. Fu magnifico. Ho avuto la sensazione che mi stesse chiavando un toro. Sentire quel pene che arava la mia fica era stupendo. Da allora non abbiamo più smesso. Dopo circa una mese mia nuora venne a conoscenza della nostra relazione. Eravamo in cucina. Io ero distesa, nuda, sul tavolo. Lui stava in piedi tra le mie gambe. Il suo cazzo stava dentro la mia vagina. Mi stava chiavando. Renèe entrò e ci vide. Non disse niente. Aspettò che l’amplesso giungesse a conclusione. Quando tutto fu concluso prese il figlio e lo portò nella sua camera. Ecco come sono andate le cose con mio nipote.” “Ti ha fatto anche il culo? Voglio dire: ti ha anche inculata?” “No, lì sono ancora vergine. Perché lo chiedi?” “Perché mio nipote è fissato con il mio culo. Il suo grande sogno è sodomizzarmi.” Parlo del diavolo e spuntano le corna. Qualcuno bussa alla porta. Forse è Renèe. Lo dico a Nicole la quale dice che non può essere la nuora perché tra loro c’è un segnale convenuto. Nicole si avvicina alla porta e guarda dallo spioncino. A bassa voce mi invita a raggiungerla e mi fa guardare. “Lo conosci?” Senza proferire parola, apro la porta e lo faccio entrare. È Gino. Mio nipote entra e guardando Nicole, nuda, lancia un fischio di compiacimento. “Andrea. Sapevo che ti avrei trovato in compagnia ma non pensavo di trovarti con una si bella ed avvenente signora.” Nicole, rossa in viso, si precipita a raccogliere il pareo e lo avvolge intorno al suo corpo. Per quanto mi riguarda non faccio niente per coprirmi. “Nicole, questo è mio nipote. Gino, questa è la suocera di Reneè l’architetta che frequenta la nostra palestra. “Nonna, non raccontarmi balle. Non credo che la signora sia la suocera di Renèe.” “Diresti che io sono la madre di Federica, tua madre?” “Non conosco l’età e non voglio saperla ma la signora ha l’aspetto di una donna giovane e, per quel poco che sono riuscito a vedere, ha un corpo stupendo.” “Su, Nicole. Togliti quel pareo. Fatti guardare. Il bello bisogna mostrarlo. Vedi, sono nuda agli occhi di mio nipote ed anche ai tuoi e non provo imbarazzo.” Nicole è impietrita. Non riesce a muoversi. “Gino, aiutala.” Mio nipote si avvicina a Nicole, le prende le mani e le allontana dal pareo che non più trattenuto scivola lungo il corpo e cade sul pavimento. La meravigliosa nudità di Nicole è alla portata degli occhi di Gino. “Urka! Lei è uno splendore. Fuori, nell’atrio, ho visto delle belle ragazze, ma lei, Nicole, le batte tutte. Capisco perché mia nonna si è precipitata qui quando ha saputo che lei voleva parlarle.” “Chi te lo ha detto?” “Federica, tua figlia.” “Ti ha mandato a spiarmi? Nicole devi sapere che mia figlia è gelosa di me.” “No, nonna, sono venuto perché volevo vederti. Avevo nostalgia di te. Sono contento di averlo fatto perché ho avuto modo di fare la conoscenza di una bella donna. Nicole, posso darle un bacio?” Nicole non proferisce parola. Ha gli occhi fissi al suolo. Un impercettibile movimento della testa dice che Gino può baciarla. Mio nipote si avvicina fino a che il suo corpo entra in contatto con quello della donna. Le solleva il viso con una mano. Mentre avvicina la sua bocca a quella di Nicole la guarda negli occhi che brillano di una luce invitante. Le loro bocche entrano in contatto. Gino introduce la sua lingua fra quelle meravigliose labbra. Lei si avvinghia al collo di mio nipote e risponde al bacio. Assisto ad un bacio pieno di desiderio d’ambo le parti. Quando le loro bocche si staccano restano abbracciati. Si guardano negli occhi come due innamorati e si lanciano mute promesse. “Andrea hai un nipote che è un incantatore di serpenti. È un ammaliatore. È così che ti ha conquistata?” “Oh! C’è anche dell’altro che spero tu voglia conoscere. Pensa, ed è la cosa che me lo ha fatto amare di più, che questo mandrillo voleva che io gli partorissi un figlio. Ho dovuto, con rammarico, penare per convincerlo che non era possibile. L’ò minacciato anche di non farlo più entrare nel mio letto. Finalmente, per il suo e mio bene, si è convinto e così oggi possiamo continuare a giocare. Io lo amo e lui mi ama.” “Adesso tocca a me conoscere il perché tua nonna ti ama e qual’è la cosa con cui le piace di più giocare.” Detto questo incomincia a spogliarlo. Prima gli toglie la camicia e si lancia a baciarlo sul petto ed a leccargli i capezzoli. Gli gira intorno e lo lecca lungo tutta la schiena strappandogli lunghi gemiti. Ci sa fare. Sa come eccitare un uomo. Gli slaccia la cinghia dei pantaloni. Gli tira giù la zip. Infila le mani nell’apertura e con un unico movimento fa scorrere sul pavimento pantaloni e slip. Gino è nudo. Il suo uccello si libra nell’aria. Nicole lo guarda con gli occhi pieni di stupore. È meravigliata. “Ora capisco perché, nonostante non volessi che ti ingravidasse, non volevi rinunciare a che entrasse nel tuo letto. Quello che sto guardando è un inviato degli dei sulla terra per soddisfare noi povere donne. Beata te che puoi goderne in ogni momento della tua felice esistenza.” “Nicole, da oggi, quando vuoi, potrai goderne anche tu.” “ Andrea, mi fai immensamente felice.” Si china sulle gambe. Allunga una mano e la passa fra le gambe di Gino ancorandola alle natiche. L’altra mano artiglia il randello e lo accarezza. “Come è grosso. Non pensavo che esistessero cazzi cosi grossi. Non ne ho mai visti.” Avvicina la bocca al glande e lo bacia. Lo lecca. La sua lingua pennella tutta la lunghezza dell’asta. Si sofferma sullo scroto. Lo fa entrare nella sua bocca. Gino mugola. La bocca di Nicole si muove aritmicamente. Gli sta succhiando le “palle”. Le lascia e risale, leccando, lungo l’asta. Arrivata in cima apre la bocca e accoglie il glande dentro la sua cavità orale. È stata una sequenza magnifica. Tutto si è svolto con una lentezza impressionante. Ci sa fare. Sono tutta bagnata. La mia fichina sta eruttando. E siamo all’inizio. Le dita della mano che sta fra le gambe di mio nipote si muovono e, come un ragno, si intrufolano fra le sue natiche. Raggiungono il buco del culo e uno di esse tenta di penetrarlo. Gino ha un sussulto che lo porta a spingere in avanti il corpo. È il momento che Nicole aspettava. Il balzo in avanti provoca la penetrazione completa di tutta la bestia nella sua bocca. Senza alcuno sforzo ha imprigionato tutti i 22cm e lo sta avviluppando con la sua lingua. Resta in quella posizione per diversi minuti. Poi, lentamente, si ritrae e fa uscire, millimetro dopo millimetro, il randello dalla sua bocca. Arrivata che è alla metà della lunghezza incomincia a fargli il pompino. Gino ha i muscoli del corpo in tensione. Le sue mani sono sulla testa di Nicole e gli scompigliano i capelli. I suoi gemiti si tramutano in grugniti. “Nicole sto venendo.” Un ultimo grosso grugnito e la sua spingarda spara nella gola di Nicole tutta la sua carica di sperma che deve essere abbondante visto lo sforzo che Nicole fa per ingoiarla. Gino si lascia cadere sul letto. La walkira, camminando carponi, si avvicina a me che sono seduta sulla poltrona. So cosa vuole. Allargo le gambe e le offro la mia fica fradicia di umori. Lei ci si avventa e affonda la sua lingua nel mio orifizio vaginale e ne pennella le pareti. Lappa e ingoia. La libidine la sovrasta. Con le labbra afferra il clitoride e lo succhia. Mi fa un pompino. Nel frattempo mio nipote si è ripreso. Guarda quello che sta accadendo. In particolare, il suo sguardo e puntato sul culo di Nicole. Un attimo e la sua virilità prende forma e consistenza. Si alza e si avvicina. Lo vedo chinarsi sulla schiena della walkira. Le aggancia le tette e la infilza la fica con il suo spiedo infilandolo tutto dentro fino alla radice, fino a sbattergli le palle contro il clitoride. Nicole ha un sussulto ma continua nella sua azione sul mio clitoride. Si interrompe per il tempo necessario ad elogiare il pene che le sta pistonando la vagina. “Finalmente un cazzo degno di tale nome.” Gino aumenta il ritmo. Io ho orgasmi uno dietro l’altro. Nicole introduce due dita nella mia fica e mi chiava. Nicole lancia dei piccoli nitriti. Mio nipote le sta fiondando la fica con colpi sempre più violenti. La cavalla sotto di lui lancia un forte nitrito e gode. Gino ritrae il suo pene da quella voragine. Con le dita raccoglie il suo stesso sperma misto agli umori di Nicole e lo spalma sul buco del culo della partner. Vedo il suo cazzo avvicinarsi al culo della donna. Per la prima volta sto per assistere ad una sodomizzazione. “Fai piano, non farle male, lì è ancora vergine.” Non mi ascolta. Il suo desiderio di chiavarle il culo è troppo forte. Appoggia il suo glande duro come marmo al buco del culo di Nicole e con un colpo forte e deciso lo penetra. La walkira lancia un urlo di dolore che soffoco premendo la sua testa contro la mia fica. Gino si ferma. Aspetta che Nicole si riprenda dal dolore e si abitui all’intruso. Dopo pochi minuti incomincia ad affondare, lentamente, il suo bastone nel culo di Nicole che lo agevola roteando il bacino e dando delle spinte all’indietro. Il randello è tutto dentro. I due si prendono un attimo di pausa. Approfitto della pausa e mi stendo sul pavimento. Come un serpente striscio sotto al corpo di Nicole e raggiungo la sua vagina. Vedo il cazzo di Gino che è tutto dentro il culo di Nicole. Sollevo la testa e con la bocca aggancio la borsa dello scroto. La lecco e la succhio. Gino indurisce le gambe e comincia a muoversi. Incomincia a stantuffare dentro il culo di Nicole. Le sta chiavando il culo. Abbandono le “palle” di mio nipote e rivolgo la mia attenzione al clitoride di Nicole. Lo afferro con le labbra e lo succhio. Con la mano le penetro la vagina e la chiavo. I suoni che le escono dalla gola non sono paragonabili a nessun animale. Sbuffa, grugnisce, barrisce, nitrisce, ulula… quello che sta vivendo è una meravigliosa favola. La sua fica è un oceano. Gli orgasmi che raggiunge non si contano. I suoi umori mi colano sul viso. Vedo il cazzo di mio nipote che entra ed esce dal culo di Nicole con sempre più velocità. Un colpo più forte ed un irrigidimento di Gino è l’avviso che Nicole sta ricevendo dentro il suo culo un fiume di sperma. Esausta crolla sul mio corpo trascinandosi dietro mio nipote che non ritrae il suo cazzo dal culo di Nicole. Mi sottraggo a quell’abbraccio. Mi alzo e vado in bagno. Faccio una doccia. Mi asciugo, mi vesto ed esco dalla stanza. Gino è ancora dentro al culo di Nicole. Da quel giorno mio nipote è un assiduo frequentatore di Nicole che quando viene penetrata dal randello di Gino diventa una forsennata. Galoppa fino a sfiancarsi e perde sempre conoscenza. Una notte, in accordo con la nuora, la sostituisce nel letto coniugale e si fa cavalcare dal figlio. Il mattino dopo racconterà che il figlio riconobbe subito che la donna che aveva accanto a lui nel letto era sua madre e non sua moglie. È impossibile confondere le due donne. Sono entrambe belle ma hanno un corpo diverso. Non disse niente. Al contrario, durante l’amplesso, il figlio le rivelò che aveva sempre desiderato possederla. Povera Nicole; quanti anni sprecati a struggersi di un desiderio che sarebbe stato facilmente esaudito. Bastava un pizzico di coraggio. Fu la notte delle rivelazioni. Nicole lo mise al corrente della relazione che intercorre tra la moglie ed il proprio figlio. Il marito di Renèe le confida di averlo sempre saputo e che gli sarebbe piaciuto possedere la moglie insieme al figlio. Da allora Renée realizza il suo sogno di avere nel letto il figlio ed il marito contemporaneamente non disdegnando di far partecipare anche la suocera ai loro amplessi. Nicole ha tenuto fede alla promessa fatta. Per recuperare gli anni perduti dona ai suoi due amanti: figlio e nipote, il suo corpo permettendo di stringerla fra loro in modo da possederla uno nella fica mentre l’altro le trapana il culo. Nicole ha raccontato a Renèe le favolose doti di mio nipote. La vichinga decide di prenderne personalmente visione. Lo fa in un momento sbagliato. Si fa penetrare dall’alieno di Gino nel momento in cui la sua temperatura vaginale è al livello più alto. Resta incinta. Il figlio lo vuole. D’accordo con la suocera convincono il marito a non fare uno scandalo. Fanno passare la gravidanza come frutto del loro rapporto. Il bambino che nasce porta due cognomi. Il primo è quello del marito ed il secondo è di mio nipote. È un anno stupendo.
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