La Sexista Lara
Autrice: Miss – Leggi altri racconti di questa autrice

Non ero mai stata con un ragazzo di colore, ma la cosa mi intrigava molto. La mia amica mi presentò Omar, un altissimo ragazzo osannato
dalla sua cultura.
Una sera lo invito a casa mia.
Iniziamo a parlare, poi ci accarezziamo e giochiamo con le nostre
lingue a tempo di perla.
Con le sue mani grandi mi accarezza i seni fino ad arrivare ai
fianchi , Sento le sue labbra sul mio collo.
Io iniziavo a muovermi lentamente di piacere, ero cosciente che la
notte sarebbe stata lunga.
Volevo esplorare un essere diverso dal mio , una virilità di umana
bellezza. Ci spogliamo.
Glielo tiro fuori …..lo aveva lungo e grande…..ed era già duro…
non esito un istante e inizio a
leccarlo piano piano e poi a succhiare cercando di ingoiare più
spazio possibile.
Mi spinge la testa dentro, sento il suo odore, diverso da ciò che ho
conosciuto.
La sua pelle emanava spirito.
Si alza e mi sbatte al muro, e lentamente punta la sua arma nella mia
“Testa Rossa” bagnata e piccola,
fino a colpire il mio aprirsi che accoglieva il nudo membro.
Provai un senso di dolore che si culminava in piacere. La sua arma la
sentivo quasi tutta.
Io aggrappata al mio incanto , con la gambe ai sui fianchi , mi
preparo a godere di estremi, attirandoli a me.
Inizia a dettare il tempo e io lo seguo da brava vogliosa.
Cavalcavo nell’aria un oggetto di culto , domata dalla sterilità.
Sentivo tutto il suo fisico coinvolto in quel suo possedermi.
A poco a poco i suoi colpi si fanno più ripetuti , a ritmo sfrenato.
Entra ed esce dentro di me , come il sangue scorre su un venire.
Continua deciso il suo battere e a saziarsi.
Finalmente viene, mi fa inginocchiare e mi spruzza in faccia il suo
primo round, e io bevo sommersa da un fiume.
Sono frastornata…. mi prende e mi stende sul letto e inizia a bere
il mio sapore.
La mia “Testa Rossa” era un mare, cosparsa da un onda.
Non ero mai stata leccata cosi…. non mi ero mai sentita cosi
coinvolta.
Dopo parecchi minuti, ritorna il suo duro dentro di me che oramai
aveva già conosciuto lo splendore.
Lo infila dentro appena smette di leccarmi, mi allarga le gambe e
inizia il suo ballo di uomo dalle possenti virtù.
A tratti sentivo tutto il suo corpo sopra di me, gli ansimavo
all’orecchio stringendolo a me.
Il suo entrare e uscire erano colpi di grida che a lui davano
energia.
Poi lo toglie e mi gira, lo voleva infilare dietro… io lo fermo e
lui mi prende la mano baciandomi sui fianchi e il sedere….
Lecca il piccolo buco che è pronto ad apparire. Avevo un pò di timore
, ma poi lo lascio fare….
Aveva capito che doveva fare con calma, ma che comunque doveva fare
….
Dopo un pò tra saliva e liquidi di umori, prova a regalarmi ancora
l’oggetto della felicità.
Io , ero stentata di dolore, poi una volta dentro non ne avevo mai
abbastanza.
Il mio sangue scorreva anche li, era la mia perversa follia.
Finimmo sul pavimento, io come una cagnolina abbandonata spinta dal
suo padrone.
La sua forza mi arrivava da tutte le parti.
Mi viene ancora in bocca…..bevo il mio ultimo sorso, per ora…….
dovevo riprendermi un attimo.
Non pensavo di restare ancora in vita.
Non so se tutti i ragazzi di colore sono cosi, e sicuramente ce ne
saranno anche di bianchi cosi, ma
questo è stato il mio primo vero incontro fatale.

scusa, sei italiana?
se lo sei, dovresti magari cercare di usare un po’ meglio i tempi dei verbi e gli aggettivi…ci sono delle frasi che assolutamente non si capiscono! ciao.
Sono italianissia. C’è musicalità e melodia del verso in alcune frasi, se non hai libera interpretazione alla poesia è normale che non capisci il senso.
Miss
Racconto bellissimo