Home > Racconti Etero > Il Re Pescatore

Il Re Pescatore



19 Gennaio 2008 LaPassiflora    Letto: 4407 volte Lascia un commento Vai ai commenti

Autrice: LaPassiflora

Leggi altri racconti di questa autrice

Re Pescatore, racconto erotico eteroLa castità . Una pazzia ereditaria lontana dalla stagione dell’istinto. La notte raccoglieva sulla casa un certo numero di sogni, Gaia si era alzata addirittura all’alba, in preda a un impulso represso. Una capricciosa bellezza sporgente sulla pelle diafana. Quanto zelo nell’esortare la pigrizia a non sospettare di lei, il lieve incarnato del pescatore già al mercato, messo a nudo dall’ambiguità delle sembianze che la psiche richiamava con sottili proposte. Appelli di attrattiva. Lui, giungeva alla piazzetta da una ben nota banlieue del porto, corrotto dal fascino del Mare. Il sale sulla sua pelle incarnava l’impulso di un omaggio esplicito. Il pesce di paranza scampava a colpi di coda dall’aggressività delle reti, ma naufragava di fronte allo sguardo azzurro di quel semidio che si tuffava. Immersioni profonde e un movimento lubrico ingannavano le creature abitanti l’Egeo. Gli occhi blu cobalto. Occhi d’oltreoceano. Gaia vedeva un guizzo di cielo ogni volta che si incontravano. Aveva messo l’abito della domenica, il candido damasco delle campane in festa. Era uscita in fretta, scambiando un sorriso da cose impossibili con chiunque fosse di strada. Pochi minuti prima del gallo, mentre l’oscurità arraffava luce qua e là dai lampioni anacoreti, Gaia distingueva chiaramente da cosa correva con la premura abbacinante del candore. Le gote impunite di porpora lasciavano la recinzione protettiva come se fosse giorno pieno. La malizia gemellava con l’astuzia. L’oscurità depredava la puerizia ponendola tra le braccia del rischio. L’amore primitivo. La prima infatuazione. Un appello dopo l’altro, anche la luna dava l’impressione di osservare, nascosta dietro il sacco roboante delle nuvole guardava Gaia da sopra a sotto. La chimera innamorata. L’emozione si proiettava avanti, il bel volto del ragazzo ciondolava nei pressi del mercato. Gaia, impreziosita dai ghirigori del vezzo, si precipitava nella contorsione delle viscere fino a farsi lambire dal senso di vaghezza. Il desiderio la scuoteva di vergogna, proseguiva lungo il fianco della strada e risaliva di spirale in mezzo alle sue gambe. Nervose intermediare. Testimoni di emozione. Con inquadrature grandi di goliardia espansa, nel pozzo fasciato della notte, la giovialità di Gaia consumava tra sentimenti gonfi. Lucide labbra. La leggerezza dipinta tra le ciglia. Le mani si ritrovavano fuori prospettiva, all’ombra di aperture battute dalla lenza. Il piacere di un incantesimo profuso fluttuava tra di loro, al fiato schiuso dei baci di pastura, tra i banchi di persico e avannotti. Pesce, prezzemolo e limoni di Sorrento. Il corteggio di un cuore leggero. La strada si addensava di corpi spasimanti, il vento scaricava gocce di pioggia e sollevava pensieri. Il vortice dell’evasione. L’occhio della mente era voltato verso irripetibili ipotesi di istinto e le congetture sopravvissero al rossonero del mattino. Appena nato le nubi accumularono tumulti e rapide, salti di elettricità in un corpo a corpo. Piovve a dirotto. Gaia guizzava, braccata dalla pariglia del suo demone marino. L’agognato semidio. Gaia era senza respiro, un bagno di imprevisti transitava sul suo esile corpo. Inondata, prosciugata, svicolava fingendo retroscena cui non voleva tornare. Lui, emissario di un fiume, l’ammantava nel vestito da iniziata. La primizia appena pescata. Le scarpe di lei e le sue mezze calzette assorbirono i ripetuti rovesci, si inzupparono d’acqua, sino alla percezione fisica della volubilità che l’attraversava. Il segno e l’evidenza che da quel momento tutto poteva avere inizio. Lui l’aveva attesa. Una volontà a non finire. Sopra il ponte, in fondo. Nel mezzo della frenesia dell’entusiasmo, sino all’onda delle mani mollemente bastante al fluire dei bacini. Il bianco latte delle guance si era turbato, troppo il fervore del sangue. Gaia avvertiva il profumo azzurro delle orate, il vocio di un’orgia di piazza e la poggia ansimante sopra il capo poggiato al petto di Poseidone. Il re, suo pescatore.

Categorie:Racconti Etero Tag:
  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...

Condizioni d'uso del sito e tutela della privacy
Queste pagine contengono racconti erotici destinati ad un pubblico adulto, sessualmente interessato e mentalmente stabile. Se sei minorenne o se pensi che il loro contenuto possa offenderti non proseguire. Il contenuto dei racconti è da considerasi di pura fantasia, riferimenti a fatti e/o persone è da ritenersi del tutto casuale. La Redazione di RaccontiHard.com compie ogni ragionevole sforzo per assicurare che i materiali ed i contenuti pubblicati dagli autori nel presente sito siano attentamente vagliati ed analizzati allo scopo di garantire che nessuno dei racconti possa ledere l'immagine o possa causare danno a chiunque. Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito. Pertanto La Redazione di RaccontiHard.com non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati. I racconti riportanti informazioni su luoghi o persone in modo specifico e riconducibili a posti o persone reali non verranno pubblicati. Il proprietario del dominio declina ogni responsabilità per il contenuto degli scritti e le opinioni espresse nei commenti, che sono di esclusiva responsabilità degli autori.