Alle 14:00 di un pomeriggio di giugno il telefono della credenza inizia a squillare con insistenza. Mollo un ultimo calcione nelle palle di Ernestino, che mugola acutamente con le mie calze sporche di una settimana ben incastrate in bocca. Decido di andare a rispondere; potrebbe essere mio nipote.
- Sì, pronto.
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Gioia sta per scattare la fotografia. Siamo tutti bene in posa, puliti, profumati e sorridenti.
Le zie, i genitori, i cugini, i nonni. I parenti naturali e quelli acquisiti.
Il mio posto è tra zio Quintano e zia Rita. Proprio davanti a me siede nonno Arnaldo. Prosegui la lettura…
Pisellino è il figlio di un’amica di mia moglie. Ha solo diciotto anni, ma a scuola è un cesso. Rita ha deciso di approfittarne spacciandosi per professoressa di italiano e offrendogli ripetizioni.
Torno dall’ufficio e saluto entrambi, ma come sempre mia moglie non risponde, non perdendo l’occasione di umiliarmi davanti ad altre persone, in questo caso un mocciosetto ignorante.
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“El corazon caliente” è il ristorante in cui mia moglie Rita ha deciso di andare questa sera. Io mi sono fermamente opposto, ma lei, sorridente, ha minacciato di dare il culo al primo ubriacone che incontra per strada.
- Andiamo con Rodolfo e Giustina a discutere di lavoro, non farmi fare figuracce. – ha detto.
- Va bene Rita, se proprio devo. Prosegui la lettura…
Autore: Exculiano Magenta – Leggi altri racconti di questo autore

Mia moglie ed io passeggiamo nel parco serenamente. Ci sediamo su una panchina a mangiare un gelato. Lei si toglie le scarpe e poggia i piedi sul mio grembo. Il cazzo mi diventa subito di mogano. Mia moglie sorride e mi stuzzica la capocchia con il suo bel tallone duro, mentre mangia il gelato. Il parco è pieno di persone.
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La professoressa Anna aveva i piedi più belli della scuola, non v’è dubbio.
La spiavo dall’inizio dell’anno da sotto la cattedra, mentre giocava con le sue scarpe. Quando avevamo la fortuna di averla nelle due ultime ore di lezione, godevamo tutti della sua stanchezza…
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- Stai sudando.
- Si, hai ragione. Ho caldo.
- Stai sudando a tavola, in un ristorante.
- Non mettermi in soggezione, ti prego.
- Sudi sempre quando sei al ristorante?
- N…no.
- Guardati, grondi.
- Ti prego.
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